dimanche 7 janvier 2018

Dell'eterna adolescenza

"quando escono, i miei pazienti che si trovano nella fase adolescenziale, vanno solo a bar in cui la maggior parte degli uomini sono molto giovani e cercano uomini ancora più giovani. Spendono soldi per fare viaggi a luoghi come Fire Island, Provincetown o Cyo Hueso (noi potremmo dire Torremolinos, Sitges, Mykonos, le italiane Torre del Lago e Gallipoli, ecc.); spendono male tempo e denaro alla ricerca delle più variegate e lussuose feste che si celebrano tutti i fine settimana e in cui principali protagonisti sono il sesso e le droghe. Se cercano un appuntamento in privato con qualche “amico del bar”, non c’è tra loro alcuna connessione. Preferiscono le relazioni superficiali, effimere e a distanza. Nel momento in cui le cose si fanno difficili, cercano addirittura qualcuno di un altro stato, di un altro paese. Questi uomini indossano vestiti giovanili e si giudicano gli uni con gli altri solamente per i pettorali e addominali e anche perfino per la macchina che hanno nel garage. Per allontanare il fantasma della vecchiaia, consumano droghe e alcool sia che abbiano 30, 40, come 50 anni”.

L'articolo di Osvaldo Tunno riporta lo studio di Kort, uno psicoterapeuta statunitense, mi spiega assai bene molte cose.

Quando scopro questi articoli mi risollevo d'umore, principalmente perché ho sempre il sospetto di essere io quello in errore, quello affetto da poca sopportazione delle dinamiche sociali, e invece NO!

Da circa sei mesi sto stavo frequentando un gruppo di personaggi che per comodità di copione chiamerò 'potenziali pazienti di Kort'. conosciuti tramite amici di amici, in una di quelle serate social in cui precipito per gentilezza d'invito e da cui mi riprometto sempre di esimermi.


Avevo cominciato a frequentarli questa estate, per condividere qualche giornata al mare e una passione, il cinema, salvo poi pentirmene perché il trend del gruppo erano sia i film di fantascienza (Star Trek, Guerre Stellari) che mi interessano assai, ma più assiduamente ed esclusivamente, i filmetti Disney e di animazione, genere che non amo particolarmente; tutto il resto delle pellicole era fuori visione a prescindere, perché considerato: -troppo impegnato- testuale.

Al quarto incontro ho escluso il cinema, perché davvero, andare a vedere i Minions con dotazione di popcorn, cocacola e dolcetti, in una sala piena di genitori e figli, l'ho trovato imbarazzante. Ho anche partecipato, mio malgrado all'acquisto di alcuni pupazzetti/cuscino dei Minions per un regalo; alla nipotina? manco per niente! per il divano del loro salotto (sconforto).

Nonostante questi preoccupanti segnali avevo mantenuto qualche uscita in pizzeria, o qualche serata di cene e socialità varia, anche se il tono medio delle conversazioni restava svagato, circoscritto all'ultimo cartoon visto o programmato; insomma discorsi da salotto del barbiere.

Dopo un paio di mesi tuttavia mi stavo scocciando e non capivo perché, c'era empatia, i modi erano cordiali, ma c'era qualcosa che non mi tornava, potrei definirlo il proseguimento di un clima-da-ascensore, ricercatamente superficiale e distratto. Insomma mi innervosivo.

Poi ho scoperto che una serie di persone che si erano avvicinate al gruppo poco prima di me, erano sparite proprio accusando la persistente superficialità/banalità delle iterazioni.
Sarà che dopo un po' uno si aspetta un'evoluzione nell'amicizia, o almeno io me lo aspettavo.

Avevo imputato al mio solipsismo la questione, ma nel frattempo erano arrivati altri segnali preoccupanti. Un esempio su tutti: la festicciola mascherata per Halloween, sono andato pensando ad una semplice occasione per vedersi, salvo poi trovarmi impelagato in una festicciola casalinga con 30enni vestiti e truccati da zombie che si fanno i selfie in salotto. Patetico.
Senza contare la buona mezz'ora passata ad interrogare Siri sulle questioni più disparate giusto per riempire il tempo ed evitarsi conversazioni impegnative.

A quel punto ho cominciato a fare il propositivo-alternativo, per puntiglio, ma anche per evitare il ripetersi di questi teatrini, trovando però ostruzionismo. Gli inviti ad personam erano accolti con imbarazzo e sfangati con la scusa del coinvolgimento anche degli altri del gruppo, ogni volta che mi trovavo a organizzare una passeggiata al mare, una camminata sulle alture cittadine o una visita ad una mostra o ad un museo, era un coro di che-noia-che-barba-il-museo, che-fatica-la-gita.

Così ho iniziato a sfangarli, perché OK partecipare alle proposte altrui, ma se non c'è rispondenza non ha molto senso. E poi ero sempre nel dubbio su come mi sarei comportato per tagliare, perché in fondo non erano persone cattive, non sono quelli che dici: cazzo che stronzo che sei, vaffanculo! e la chiudi lì. Una situazione così netta, sarebbe stata auspicabile.

Ad un certo punto ho fatto una considerazione per me inusuale:
in virtù di cosa avrei dovuto giustificare la mia defezione dal gruppo?
Non è mica un'assenza scolastica, o un permesso sul lavoro. Non mi piace lo stile e le cose che fate?
#ciaone

Adesso arriva l'articolo di Osvaldo e le cose tornano a posto, mi ci chiamo dentro pure io in questo desiderio di leggerezza, ma lo faccio in modo conscio e misurato, forse anche troppo cinico e ci metto... sai cosa? un pizzico di Kultura, che non guasta mai, perché diciamolo, Pascoli con la poetica del fanciullino, oltre che annoiarmi al liceo, era un chiaro segnale di un'eterna adolescenza alla Kort. Potenziale paziente pure lui.

6 commentaires:

  1. Quella degli zombie che si fanno i selfie in salotto, non si può sentire.
    Hai fatto solo che bene.

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    1. li invidio quelli che queste situazioni le 'annusano' immediatamente, e le evitano in partenza e non le vivono con lo sconforto che mi prende quando ci finisco.

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  2. La conclusione del post è semplicemente magnifica: riuscire a mettere Pascoli e il suo fanciullino sulla frequenza d'onda di questi moderni smidollati (ti piace il termine? non sa di vecchiotto & bigotto?) è una trovata geniale.
    Comunque io batterei sul tasto della prevenzione: cercare di riconoscerli per tempo, gli smidollati intendo!

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    1. eh ma sai cosa? mi frega il contesto storico, seppur un desiderio di rivalsa scolastica mi animi i 'bamboccioni' restano un prodotto della nostra epoca; ed il sospetto che tutti, fanciullini, bohemien, smidollati, bamboccioni, dandy e dannunziani siano in fondo l'evoluzione dello stesso archetipo.

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  3. Sto frequentando poca gente, ma ottima, per fortuna!

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