dimanche 22 octobre 2017

Cattus maior

La questione animali della scorsa settimana ha movimentato il blog, cosa a cui non sono molto abituato, però sono saltati fuori degli argomenti interessanti, e poi è una cosa talmente attuale ed in divenire che non passa giorno senza imbattersi in qualche querelle animal.

Di cani ne so poco, pur avendo passato l'infanzia con i vari cani delle mie zie, ma all'epoca ero piccolo e certi dettagli non li badavo. Una cosa che ricordo è che i tre cani delle rispettive tre zie-sorelle avevano subito fatto branco, così come io ed i miei cugini, una banda di scalmanati; ricordo bellissimi pomeriggi passati nei prati a rievocare battaglie, simulazioni di cacce alla volpe, prese della Bastiglia ed altre amenità storiche rivedute e corrette, attività che coinvolgeva cani e cugini e pure qualche malcapitato visitatore occasionale. Non ricordo fastidi particolari se non la volta in cui il cane di mio fratello decise di scappare per venire a trovarci e si sparò una ventina di chilometri per passare un paio di giorni con noi e poi decise che era ora di tornare a casa. Dopo scoprimmo che mio fratello lo aveva sgridato per non so cosa e lui permaloso, se n'era andato. Lo lasciammo fare, e penso che se avesse deciso di restare con noi, mia madre lo avrebbe accettato senza troppi problemi, felice di sottrarglielo.

Sui gatti ne so di più, per averne avuti. La Gatta, (così si chiamava l'ultima) arrivava dal gattile, quindi è capitata in casa già cresciuta et imparata, ma con tutta una serie di traumi e comportamenti da stress, tipici dei gatti abbandonati. Non è stata una gatta facile, devo dirlo, ma grazie ai consigli della veterinaria sono riuscito a convivere con lei per 18 anni, dico convivere perché La Gatta, era una coinquilina più che un animale di proprietà. 

Il primo periodo è stato il gatto invisibile, si era ricavata un nascondiglio dietro alla caldaia della cucina e lì restava per tutto il giorno. Ne usciva per mangiare e per andare in bagno, e credo per le ispezioni notturne nel cortile, ma nulla più. Dopo un paio di settimane ero preoccupato, ma la veterinaria mi aveva avvisato di lasciarla fare, non forzarla, ne insistere, ignorala mi disse, i gatti hanno i loro tempi.
Così capitò che una sera ero sul divano e si presentò alla porta del salotto, arrivò lì' silenziosa come solo i gatti sanno fare e piantò un MIAO come a dire: oh sono qui! Poco ci mancò che infartassi.

Da allora si è sempre gestita la sua vita, decidendo in autonomia cosa fare, dove dormire e quando fare vita sociale, abbiamo stabilito un linguaggio per comunicare e gli orari di uscita in strada, assolutamente indispensabili per lei. I primi periodi erano solo fugaci pattugliamenti in mia presenza, se io rientravo lei ritornava di fretta, poi ha allungato i tempi, a volte la trovavo ad aspettarmi, altre stava via sino al mattino. Impedirglielo significava renderla nervosa per giorni interi.

Poi aveva le sue amicizie, ebbene si, un suo giro di visite che comprendevano i giardini dei vicini e relativi proprietari, altri gatti, a cui teneva compagnia per un paio di ore per poi tornarsene a casa, il bar della Paola dove compariva solo di domenica. Aveva per 'amici' persone che nemmeno io conoscevo.

Spesso sono stato additato come un padrone menefreghista, che esce e lascia il gatto in strada. Ma aveva il collare con il numero e se avesse combinato guai mi avrebbero trovato facilmente, pur avendo la libera uscita non è mai scappata e non si è mai persa. Qualcuno disse che era una gatta borderline e che dovevo tenerla in casa come fanno tutti. Fuck.

Per parte mia ho sempre seguito le indicazioni della veterinaria, che diceva: trattala come una tua pari, rispetta i suoi tempi e i suoi capricci. Se fa casini la sgridi e lei capisce, spesso bastava un grugnito e un'occhiataccia e spariva.
Uno dei suoi vezzi era la determinazione a sistemare i soprammobili del tavolo in ingresso, non li faceva cadere ma lì spostava come piaceva a lei, in posizioni precise, controllandone periodicamente il mantenimento. Se spolverando venivano disposti in modo diverso lei saliva e rimetteva a posto.

In casa aveva le sue zone, la cuccia con la paglia in cucina se era in attesa del pranzo, una scatola di legno in salotto con dentro un mio maglione per le giornate buone, una specie di grotta ricavata nel cartone delle birre in dispensa per quando detestava il mondo, se stava fuori e voleva farsi trovare allora c'era la pedana del mio scooter o il sellino se era in fase vedetta.

Vivere con lei è stato un bel periodo. Non è stato facile destinarla all'eutanasia quando è arrivato il momento, ma siamo stati insieme sino alla fine, e devo dire che ho sempre avuto una veterinaria sapiente, e poi è il corso naturale delle cose. Tuttavia dopo lei non potrei più avere altri gatti.



8 commentaires:

  1. analoga esperienza con la micia e mi son fatta l'idea che se è vero che i gatti abbiano sette vite, quelli come la gatta e la mia siano alla loro ultima perché sono dotati una tale dose di saggia esperienza e capacità comunicativa con gli umani 'bizzarri' (come noi) che per forza dev'essere così.
    fanno l'ultimo tentativo di intendersi e ci provano scegliendo i più simili a loro, individui autonomi, schivi, con l'occhio lungo e il brutto carattere.
    tutte cose che nessun cane ha l'intelligenza di pensare e comprendere.
    infatti, guarda caso, tra me e i cani solo sguardi in cagnesco, mentre spesso capita di incrociare lo sguardo di un gatto e avere la sensazione di capirsi al volo, ma anch'io (quando la micia partirà) basta gatti, con rammarico, ma basta. troppo bello il ricordo, va bene così.

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    1. Micia ti gestisce bene :) in effetti.
      e poi sarò io che sono alla prima vita da umano.. va a sapere!
      Ora sono curioso di leggere qualche racconto sui gatti di Doris Lessing.

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  2. Da esperta, con una 40ennalle esperienza in fatto di gatti, sono sicura che la Gatta ha vissuto una vita gattina perfetta.

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    1. Mi piace pensarlo, le ho salvato la vita da una sicura infezione e lei me l'ha dedicata tutta. Prima o poi mi renderò conto di come mi ha cambiato.

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  3. Sono canina di indole. I gatti mi guardano con sospetto e malcelato fastidio, anche quando (nonostante l'allergia al pelo) provo ad avvicinarli...che alla fine mi piacciono.
    Da dove usciva La Gatta? Usciva quando uscivi tu?

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    1. è la questione dell'animale totem di cui si parlò tempo fa, il tuo sarà il cane Olli forse lo sa.
      La Gatta se ero in laboratorio aveva la gattarola, altrimenti in casa chiamava... o saliva assieme a qualche vicino.

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  4. Che splendido personaggio la Gatta...
    Con una così piena di personalità, ci credo che non l'hai sostituita!

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    1. si, decisamente una personalità complessa, piacevole e difficile da ritrovare

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