dimanche 20 août 2017

La Nella

Ci torna tutti gli anni, in agosto.
Nella stessa casa, lì al paese, dove d'inverno non ci abita più nessuno. Per me era come tornare in un cimitero di ricordi, di case in rovina accanto ad altre che si stingono lentamente, viottoli pietrosi, che contendono ai rovi lo spazio rimasto tra le case, aie dove si ballava ed adesso cresce l'erba medica per conigli che nessuno alleva, tra orti estivi che cederanno alle erbacce dell'autunno.

Ci sono tornato due volte, ma i miei occhi filtravano tutto con le lenti del passato, così ho lasciato perdere, e mi son detto: mai tornare nei luoghi dell'infanzia!

Ma a Lei piacciono i ricordi, tanti, tutti, ci ha sempre convissuto, ma non solo, le piacevano i ricordi di ricordi, di vecchi che ricordavano i loro vecchi, quando il paese era Paese, di mucche e galline, di contadini a far fieno, quelli con il fiasco nella sacca e la falce da molare, e le mogli a fare i formaggi, a battere il bucato alla fontana. Paese di odore di pane al mattino presto, e mosto quando era stagione.
Paese quando c'era ancora chi ci nasceva, e il dottorino arrivava in 500, che lo sentivi dalla curva della cascina vecchia, quella che avevano costruito appena era passata la strada, gli altri scendevano a piedi, dalla mulattiera, sino al bivio a prendere la posta quando passava la corriera. Rituali scomparsi come la mulattiera, inghiottita dal bosco.

Ma Lei ci torna ogni estate, quando può anche nei fine settimana, e lo so, appena potrà ci andrà ad abitare, per incurvarsi  sul grembiule a fiori, come sua madre, o come sua nonna, sulle castagne nel seccatoio.
Si metterà nella loggia a pulire i fagioli dell'orto, come faceva la sua bisnonna, per dire ai foresti che vanno su solo per camminare, com'era il paese quando era Paese, e raccontare loro dei ricordi di ricordi.

Lo farà perché lo desidera più di ogni altra cosa, glielo leggevo negli occhi quando eravamo bambini, che noi stavamo lì a giocare e lei a prendere le misure dei ricordi da raccontare, anche se non lo diceva, vuol vivere nella sicurezza e nella quiete delle finestre da cui si vedono solo cielo ed alberi.

6 commentaires:

  1. racconti di cose che neanche ci si ricorda più che siano mai esistite... la lella oggi me la vedo di più che bestemmia tra le fasce per la devastazione che le circonda, diciamo un po' come me che mi sono rifugiata qui con quello spirito e adesso... diciamo che è restata solo l'idea...

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    1. infatti mi chiedo che senso abbia andare là a rimuginare il passato quando potrebbe farsi un bel viaggio da qualsiasi altra parte e lasciare alle tarme tutte quelle carabattole

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    2. L'hai detto...sicurezza...

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    3. è una sicurezza che ha un retrogusto di amaro però, ma magari non per lei, sarebbe da indagarla.

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    4. ...sì, può avere un retrogusto amaro, ma non per lei: ad ognuno la sua misura, a te il piacere di scriverne e a noi di leggerne.
      Ciao,
      :-)

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    5. questi mondi paralleli di ricordi e sensazioni sono così affascinanti...

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