dimanche 4 juin 2017

Perché in Svizzera?

«La burocrazia è più semplice, ma non è solo questo. Puoi lavorare a stretto contatto con enti e istituzioni: basta inviare una email, alzare il telefono e hai interlocutori validi con cui parlare. E poi il mercato del lavoro, la maggiore flessibilità che ti offre la possibilità di mettere in squadra i migliori talenti e gestire il team in modo meritocratico».

Non credo ci sia da commentare oltre, queste sono le parole di un imprenditore genovese che ha fatto la scelta estrema, andarsene da Genova. Mi capita sempre più spesso di imbattermi in situazioni in cui la soluzione pensata per risolvere un problema o per migliorare un'attività lavorativa si scontra con una regola istituzionale che la contrasta, la limita o ne annulla l'efficacia economica. 
Quindi una vocina dello StatoNemico dice: ennò! Non si può, la legge impone, il regolamento comunale proibisce, una direttiva del ministero implica, obbliga, cautela, insomma c'è sempre una menata che ostacola. 
I comuni sono principi nel produrre scocciature gratuite ai cittadini, norme d'igiene, certificazioni, direttive europee che non si sa come vengono sempre interpretate in maniera restrittiva, a cui fa seguito una modulistica complessa e spesso ridondante, che è possibile inviare solo per Posta elettronica certificata, per raccomandata con ricevuta di ritorno, per mezzo di una qualche associazione che per farlo si pretenderà dei soldi, aumentando di fatto costi e tempi, per altro già dilatati dall'inefficienza degli uffici pubblici. Questo mi irrita perché è sempre più evidente come il motto: la legge ai nemici si applica, con gli amici si interpreta, appare sempre più veritiero. Questo fa sospettare che ci sia un gusto occulto delle amministrazioni pubbliche nel tormentare le persone con disposizioni al limite del ragionevole, controlli, appostamenti. Inutile dire che quando trovo conferme di ciò rimango amaramente sconfortato, salvo poi compiacermi perchè qualcuno ha ancora il coraggio di dichiarare che il sistema non funziona e fa scappare le imprese. Ma a quanto pare è proprio questo che vogliono ottenere, quelli intelligenti, che potrebbero procurare fastidi se ne vadano pure, i babbei invece rimangano e si facciano pelare a dovere.
L'ultima dimostrazione l'ho trovata nell'intervista di una start up locale, un'impresa di giovani laureati che per crescere ha dovuto trasferirsi in Svizzera, non per sua scelta, ma per suggerimento dei finanziatori. Perché? Leggi certe, burocrazia più semplice e affidabile, la solfa è sempre la stessa, da anni, e non c'è inversione di tendenza, non ci provano neanche a Roma a capire cosa sia possibile fare. Poi la sede operativa dell'azienda è stata trasferita a Milano, su richiesta dei lavoratori stessi e per comodo dei clienti, in quanto a Genova i collegamenti tra città ed aeroporto sono così ridicoli da far desistere ogni uomo d'affari paziente e ragionevole. Questa cosa mi è nuova ma la sento spesso, ed inevitabilmente mi preoccupo.
A mio parere basterebbero un paio di questi articoli per far dimettere tutti, gli amministratori locali, politici e burocrati, tutti quanti, a casa, e vaffanculo. Una pletora di imbecilli, incapaci e corrotti, che riescono con i loro comportamenti a complicare procedure semplici, a far affondare servizi ed infrastrutture, che diversamente potrebbero funzionare, aumentando costi di gestione e di fatto peggiorando la qualità della vita dei cittadini, tutto questo senza responsabilità alcuna, a mani pulite e coscienze linde, ma soprattutto nessun responsabile certo, nessuna indagine, nulla. Possibile che sia così facile farla franca? possibile che chi evade un caffè finisce alla gogna e chi sputtana soldi pubblici in opere inutili la passa sempre liscia?
Ma la cosa più sconfortante è che chi dovrebbe (o potrebbe) porre rimedio trova cavilli per non farlo, per lasciare tutto com'è, per puntare il dito su chi va via, deridendone la scelta, scomodando sentimentalismi patetici e rispolverando un amor patrio stantio.

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