dimanche 16 avril 2017

Sciagure declassate nella categoria: …e quindi?

Risalgo veloce la strada che conduce fuori porta, verso ponente, un lungo arco di pietre consumate che replica la curvatura del porto, e prosegue oltre l'arsenale, dove il Principe sta costruendo la sua reggia, ma questo è accaduto nel 1530... è sempre così, mentre attraverso il centro storico, mi figuro la città che c'era, quella moderna non mi riguarda, così vedo le torri delle antiche mura, quelle del Barbarossa, riconoscibili, presenti sotto strati di intonaci e pittura. Mentre vagolavo dando un senso differente a ciò che mi circondava, incrocio faccia a faccia una vecchia conoscenza, talmente passata che subito non l'avevo riconosciuta, mi saluta con il tono di chi desidera fermarsi per sapere, per riallacciare, c'è la certezza di potermi trattenere a conversare, forse in virtù di una confidenza che però per me è ormai sbiadita, sorrido e rimando il saluto, educato, molto educato, esibisco una cortesia che nemmeno mi appartiene, ma è una cortesia veloce e quindi costa poca ipocrisia, non rallento nemmeno la mia camminata, scivolo accanto, incurante, già guardando oltre, dopo il saluto il suo volto viene nuovamente sommerso da altre facce sconosciute, il mio traguardo è porta San Tommaso, prima che venga chiusa al tramonto, fuori le mura, mi aspettano.
Solo agli orti Sauli la memoria scorre un paio di scorni passati, quasi come vedere le pubblicità dal vagone della metro, riconosci appena le immagini, ma che importa... Via! E poi sollievo, si, piacevolezza di aver evitato di riallacciare quel legame. Quanto incazzo all'epoca.
Mentre in Santa Fede attraverso un ponte levatoio che alcuni si ostinano a chiamare strisce pedonali, e quel semaforo che dura troppo poco, (e il panificio che fa una focaccia da urlo) mi dico che ci sono epoche della vita in cui attiriamo zavorra come le calamite la limatura di ferro, e quando poi capita di smagnetizzarsi e finalmente ci liberiamo, è come togliersi le briglie, perché non l'ho fatto prima? Non saprei, forse perché ad un certo punto impariamo a rinunciare a qualcosa, impariamo che la solitudine è più piacevole delle persone tossiche, che le nostre regole sono importanti e non possono essere derogate per fare posto a quelle degli altri, a chi pretende, a chi non apprezza; starò imparando a volermi bene?
Non saprei, in ogni caso è il tramonto e sono fuori, lì, a guardare l'imbarcadero, o ciò che ne rimane e mi sento libero, da cosa non saprei, ma LI-BE-RO!! Non è già abbastanza?


2 commentaires:

  1. Gli orti della famiglia Sauli?

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    1. esatto, erano in San Vincenzo, davanti alla villa dei Sauli, (1530) che oggi è un condominio (ma c'è ancora)

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