dimanche 12 février 2017

Occasioni d'amore perdute

"Un tempo lo amavo. Lo amavo! Un giorno io e te dovremmo discutere un poco su questa faccenda chiamata amore, perché, onestamente, non ho ancora capito di che cosa si tratti. Il mio sospetto è che si tratti di un imbroglio gigantesco, inventato per tener buona la gente e distrarla. Di amore parlano i preti, i cartelloni pubblicitari, i letterati, i politici, coloro che fanno all'amore e parlando di amore presentandolo come toccasana di ogni tragedia, feriscono e tradiscono e ammazzano l'anima e il corpo. Io la odio questa parola che è ovunque ed in tutte le lingue. Amo camminare, amo bere, amo fumare, amo la libertà, amo il mio amante, amo mio figlio.
Io cerco di non usarla mai, di non chiedermi nemmeno se ciò che turba la mia mente e il mio cuore è la cosa che chiamano amore.
Infatti non so se ti amo... guai se ti regali a qualcuno in nome di quel trasporto!"

(O. Fallaci - lettera a un bambino mai nato)

Il matrimonio è fondato sul ricatto, ho iniziato a sospettarlo osservando i miei vicini di sotto; gente che sino a ieri ha ballato la tarantella davanti a una capanna e oggi si premura a far sceneggiate ogni tre per due a beneficio di tutto il vicinato. Alcuni li chiamano anche rompicoglioni,, ma a me pare un eufemismo riduttivo.
Lei fa la casalinga disperata, lava, stende, stira, guarda le telenovelas ad alto volume, pulisce casa, passa l'aspirapolvere sul pianerottolo, fa la spesa, cucina, ascolta Gigi D'Alessio ad alto volume, mentre frigge la qualsiasi urla cose da fare al figlio babbeo, e sgrida i cazzo-cani che la ricambiano abbaiandole. Poi ogni sabato sera, litiga con il marito appena rientra dal lavoro, per farlo usa i modi e le frasi dei talk show che ha guardato in tv durante l'ora di pranzo, poi sbatte la porta della cucina un paio di volte e va in camera da letto a guardare la televisione, nel frattempo lui anziché ficcarsela per fare pace, si mette sul divano in salotto a guardare la televisione ad alto volume sino a domenica sera, alzandosi solo per montare i bastoni delle tende per cui hanno litigato e portare fuori i cazzo-cani perché quando abbaiano in casa gli danno fastidio. La faccenda si ripete ogni sabato, nei secoli dei secoli. Amen.
Perché lui non la sbatte fuori di casa? Semplice, le serve una che gli faccia trovare la biancheria pulita e stirata, il mangiare fatto e fritto come faceva la mamma-suocera e all'uso si faccia ficcare quando ne ha voglia. Perché lei non se ne va via? Perché le serve uno che mangi la sua roba fatta e fritta parlando a bocca piena, e le allunghi i soldi per comprarsi vestitini a fiori che sembrano dei copribottiglie, e la porti in giro con l'auto nuova quando esce dal parrucchiere.
Perché il figlio non si toglie dal cazzo invece non l'ho capito, ma essendo un babbeo è inutile cercare spiegazioni.
Altra faccenda, quelli del quarto piano, lei ha fatto la casalinga per tutta la vita, lo dice quando litiga con il marito, TU-MI-TRATTI-COME-UNA-SERVA, gli urla sempre, soprattutto quando sono a pranzo in cucina con la finestra aperta, e lui non dice nulla, perché probabilmente è vero, a volte le dice con voce alterata: NON MI DEVI ROMPERE I COGLIONI, e poi esce sbattendo la porta. Tuttavia lei tollera, sopporta e prosegue, perché si è abituata, che altro potrebbe fare? questo lo frigna solo alla sorella al telefono, ma solo dopo che lui è uscito per fare le commissioni... il resto della storia lo trovate qui.

A volte mi chiedo: ma queste persone lo avrebbero mai immaginato che sarebbe finita così, che lentamente ma inesorabilmente avrebbero lasciato deteriorarsi il loro rapporto di coppia sino a questo punto? O forse gli sta bene così, e quello che da fuori sembra qualcosa di malato è invece una qualche forma di equilibrio di ruoli e compiti? Non lo so, ma so per certo che non vorrei mai trovarmi in situazioni come queste.

2 commentaires: