dimanche 29 janvier 2017

Il paziente inglese, che poi non lo è

- Uno tra i più premiati film del xx secolo - dice così Wikipedia. Pensare che lo avevo archiviato tra i film per frignare, ma era il 1996 ed a quell'epoca ero attirato da altri generi di pellicole. Premetto subito che la scena di lei (la Binoche) che volteggia tra gli affreschi di Piero della Francesca mi ha fatto piangere come un vitello... a conferma che è un film per frignare. Però bella la musica e bella la scenografia, le riprese in esterno, tutto quello splendore secolare, chi ci aveva mai pensato che il nostro patrimonio è stato lì lì per sbriciolarsi in un momento, sotto alle bombe degli occupanti e dei liberatori? A pensarci viene da gridare al miracolo. Per compiacere quelli de: orgoglio italiano, devo dire che come riescono gli americani o comunque i registi stranieri a girare bei film in Italia, beh nessuno mai. Ti innamori subito di ogni inquadratura e di ogni panorama, tramonto, scorcio, anche del più banale paesello della toscana. Poi la trama prende, e si capisce bene, più che nei libri di storia, come il breve spazio tra le due guerre sia servito a malapena a far cambiare lo stile dell'architettura e qualche regime, per certi versi la seconda guerra mondiale è stata la naturale prosecuzione della prima. Una follia che si potrebbe chiamare: la guerra dei cinquant'anni.
Quindi trovo che sia resa benissimo la sensazione di precarietà in cui vivevano i personaggi di quel periodo, che non era avventatezza, forse si potrebbe definire coraggio, o forse stavano solo vivendo loro malgrado una fase storica in cui l'unica cosa che si poteva fare era fregarsene della morte. Un film che a leggerlo trasversalmente apre molti pensieri, sulla vita, su come si possa viverla, sul'amore e sull'eutanasia. Nulla è certo, nulla scontato. Carpe diem allora!
Insomma uno di quei film che dici: ma che carina lei (l'infermiera), e poi che bono lui, (il conte), anche se poi te lo ritrovi vent'anni dopo, pelato, a fare Voldemort in Harry Potter; che è come beccare quel figo di Banderas dei tempi di Zorro, a parlare di biscotti con le galline. Son delusioni.

3 commentaires:

  1. Furono dispiste delle misure di tutela dei beni culturali nel corso della seconda guerra. Poi e'accaduto chissa'quante volte, che beni culturali dati dispersi a causa della guerra, sono di fatto stati rubati.

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    1. per i beni 'mobili' tipo quadri, etc... per affreschi ed altre opere invece ci si affidò al destino..

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