dimanche 8 janvier 2017

Gennaio mette ai monti la parrucca

Febbraio grandi e piccoli imbacucca,
Marzo libera il sol di prigionia,
Aprile... cosa faceva aprile?
Questa filastrocca credo di averla imparata all'asilo dalle suore, o forse dalla maestra. Ho scoperto infatti che da piccolo andavo in un asilo misto, al mattino c'erano delle maestre, con cui facevamo varie attività didattiche, poi c'era chi andava via e chi restava a mensa. Io ero tra quelli. Chi restava solitamente aveva un cestino della merenda, da qualche parte in dispensa c'è ancora, nel cestino della merenda mia madre metteva un frutto, il gamellino con il secondo e un dolcino per la merenda del pomeriggio. La mensa delle suore passava il primo, concepito in tre varianti, solitamente risotto al pomodoro, o pasta al pomodoro, o spaghetti al pesto, e poi acqua del rubinetto a volontà. Poi dalle cucine arrivavano i gamellini con il secondo intiepidito, e fine. Dopo pranzo andavamo tutti nel salone, dove le suore avevano sistemato le piccole sdraio per farci fare il riposino. E poi riprendevamo le attività di gioco.
Ad un certo orario, credo tra le quattro e le cinque venivano i genitori a prenderci.
Mi sono ricordato tutta questa solfa l'altro giorno mentre passavo dal vicoletto che porta all'asilo e qualche diligente maestra del mattino faceva recitare la filastrocca...
Dicembre ammazza l'anno e lo sotterra! (seguono applausi e risate)
L'asilo c'è ancora, mi sono detto, sbirciando una finestra socchiusa, c'era ai tempi di mio fratello che non ci andava mai volentieri e piantava un sacco di rogne per entrare, e quando usciva filava dritto dritto nel negozio del nonno che era li difronte, e gli chiedeva perché non lo poteva tenere nel retrobottega, il nonno gli bofonchiava qualcosa di credibile, sempre la stessa, e mio fratello si rassegnava a rientrare a casa per raccontare a mio padre quanto si era divertito con le suore all'asilo, e si capiva benissimo che non vedeva l'ora che l'asilo prendesse fuoco.
Mio padre invece all'asilo ci andava volentieri, come me sarebbe restato a dormire con le suore, una volta andati via tutti gli altri bambini, e come me all'ora di uscire piantava il muso perché non voleva andare dritto dritto nel negozio del padre, che era lì difronte.

Anche mio nipote era uno che piantava un sacco di rogne per entrare all'asilo, e ricordo benissimo quella volta in cui si aggrappò al termosifone perché non voleva entrare assieme agli altri bambini. Dovemmo spiegargli che nessuno di loro sapeva leggere e solo allora si tranquillizzò ed accettò di entrare, giusto per dare un'occhiata, poi semmai uscire subito. Fu l'unica volta che fece storie per entrare all'asilo, anche perché li difronte il negozio del nonno non c'era più e sarebbe stato un problema entrare dritto dritto in banca e chiedere di andare nel retrobottega.

12 commentaires:

  1. Delizioso ricordo. Anch'io andavo all'asilo delle suore proprio davanti a casa. Malvolentieri. A mezzogiorno scappato regolarmente a casa da mamma a mangiare perché mi "faceva schifo" il mangiare delle suore. Pottavo comunque il mio cestino con dentro un tovagliolo di stoffa, una banana e una micetta per la merenda. Mio figlio che invece andava alla scuola materna statale era peggio di me: a scuola proprio non ci voleva andare e tanto piangeva da commuovere anche mia sorella che lo doveva accompagnare. La nipotina seguerra le orme del nonno e del padre anche se ora è solo al nido.

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    1. ciao Adamelk, il mangiare delle suore è semplice, o era, oggi hanno i menù bilanciati...

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  2. Certe filastrocche imparate da bimbi ci restano addosso come marchiate a fuoco. Ne ricordo un paio anch'io.
    Dell'asilo, che dire... bei ricordi e una radicata antipatia che persiste per le barbabietole rosse. Ci obbligavano a mangiarle e a me non piacevano.

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    1. ma sai che anche io le odiavo, perchè avevano gusto di terra, ma poi con il condimento giusto sono buonissime :)

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    1. doveva avere una pazienza infinita quella donna... :)

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  4. eccola è qui... mai sentita prima.
    l'asilo delle suore è un po' come il militare (per chi è dei tempi in cui c'era) o come quelle tradizioni che si sono perse o rinnovate...
    ora che mi ci fai pensare, che io ricordi, ci stavo bene e capricci credo di non averne mai fatti, mentre a casa era tutto un urlare (cosa che quando ho a che fare coi parenti capita spesso anche oggi)...
    capivo che era solo una possibile opzione offerta dal mondo fuori di casa e che aveva diverse pecche, ma mi accontentavo mentre le elementari sono state una grandissima delusione per via di pessime maestre retrograde...
    di unico all'asilo c'è stato il clima silenzioso, la penombra, le interminabili ore delle suore ricamatrici che spesso stavo a osservare con interesse e curiosità per la loro calma e tenacia di ripetere sempre e solo quei minuti passaggi di fili colorati sulle pezze bianche appoggiate sui loro vestiti neri... e il saluto del mattino quando entravo, ma come fa a essere sempre così contenta? mi chiedevo...

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    1. chissà quali origini avrà, forse è di area padana. Ho sentito molti racconti di bimbi che hanno fatto l'asilo dalle suore, e ci sono delle costanti. chissà se ancora oggi è così...

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  5. Che malinconica ironia nel tuo finale, con il negozio del nonno che è diventato una banca...

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    1. la classica fine dei negozi artigiani, riuniti ed inglobati da altre attività

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  6. Io andavo all'asilo delle suore e urlavo e piangevo come una dannata.

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    1. ma sai che non mi ricordo di bambini miei compagni che frignassero perché erano all'asilo? che le suore li eliminassero all'ingresso? :)

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