dimanche 18 décembre 2016

Memento Audere Semper (ricordati di osare sempre)

Anche il buonismo natalizio sta diventando (o è già diventato) uno stereotipo fastidioso da riprodurre. Principalmente perché istituzioni plurisecolari come la chiesa cattolica, ma non solo lei, ne traggono vantaggio economico; ma, per via dell'ipocrisia tipica dell'istituzione stessa, parlarne è peccato, anzi bisogna proprio condannare il mercimonio in modo che, purificato della parte diabolica, sia fruttifero e dia sostentamento.
Quindi resta il bisogno di essere più buoni, contattare persone che nel resto dell'anno ignoriamo, abbracciare parenti di cui poco o nulla sappiamo. Nel complesso tutti si aspettano di avere dei trattamenti privilegiati. Per esempio i clienti abituali si aspettano di avere degli sconti, i colleghi si aspettano un regalino, i vicini degli auguri e dei saluti sorridenti, i parenti di vario grado dei regali di vario grado. L'idea di aderire così platealmente ad un comportamento indotto mi fa rabbrividire, e non si tratta di essere snob, o voler fare il bastian .
Allo stesso modo trovo abominevole dover presenziare alle varie cene, l'ufficio, la palestra, gli amici dell'associazione, i colleghi del laboratorio, perfino i vicini di casa vogliono organizzare un aperitivino natalizio al bar della Paola. Dove ovviamente sparlare degli assenti e interrogare i presenti. Ma che gli prende alla gente? Ma non possono farsi i cazzi loro?
In merito ho sviluppato una nuova tattica, inutile dire subito: no grazie; perché poi la gente insiste, si offende, chiede perché e percome, non ti ascolta e insiste nuovamente.
Quindi dirò: ah-ok-si-bell'idea, con aria convinta e partecipe, poi chiederò conferma del luogo e dell'ora e dirò: uhm speriamo bene perché ho in forse un impegno, ma è una cosa remota che spero di rimandare a dopo le feste.
E poi non ci andrò, senza dire nulla, senza avvertire. E se dopo chiederanno, ecco che quell'impegno improbabile è arrivato a sorpresa. Te lo avevo detto, che peccato, che peccato.
Con questo sistema esteso a strafottere, niente cene, pranzi, aperitivini, merende, scambi di regalini del cazzo, riffe e raffe, lotterie e ogni tipo di scambio cadeaux, niente mercatini, fiere, banchetti, centri commerciali dell'ultim'ora. Liberi tutti.

Ma soprattutto niente albero di natale condominiale, che ad agosto approfittando dell'assenza dei diretti interessati, sono sceso nello scantinato e l'ho cacciato nella rumenta, via tutto, albero, scatolone addobbi, piedistallo e vaffanculo; nemmeno si salutano ma a natale si scrivono tanti auguri sul portone.

7 commentaires:

  1. Confermo che la tecnica è efficacissima. Prima dicevo di no, e pure spiegavo. Che le feste mi mettono malinconia, che le cene aziendali (e simili), mi impoveriscono di energie e non solo. Che le persone care le frequento tutto l'anno.
    Ma la gente prende male la cosa. Non apprezza la chiarezza. Si offende, mi dà della snob.
    Quindi da qualche anno dico sì. Sì, sì. E ancora sì. Poi saltano fuori improrogabili impegni.
    E con la bugia, siam tutti contenti.

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    1. averlo saputo prima sai quanti impicci risparmiati... potevi farci un post un paio di anni fa quando ti ho incrociato !!!

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  2. oppure chiudersi in casa e, poi, dire che si è stati ai caraibi:)

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    1. eh brava e poi l'abbronzatura? l'unica resta il letargo

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  3. Io ho la vita mondana di un bradipo,quindi ricevo pochi inviti.

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    1. ci sto arrivando anche io, son soddisfazioni. :)

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