dimanche 11 décembre 2016

Il miglior tacer non fu mai scritto

Silvia considera l'utero in affitto una forma di egoismo. Perché è egoistico voler avere un figlio a tutti i costi anche e soprattutto quando si è omosessuali. Posso assicurare di aver sentito più di una coppia etero accusata di egoismo perché decideva di non avere figli, o volersi limitare al figlio unico. A questo punto devo concludere che l'egoismo è un fattore discrezionale, le norme in merito sono variabili a seconda dello Stato in cui ci si trova a vivere, si tratta di una decisione/libertà del singolo, nessuno costringe nessuno. Di cosa dovrei preoccuparmi allora?

Matteo invece lo considera immorale, così come è immorale la pedofilia, il furto, l'abbandono di minori … si potrebbe dire che è immorale ciò che nuoce al prossimo. L'utero in affitto nuoce al prossimo? Chi lo sa con certezza scagli la prima pietra. E poi quando sento gente comune scomodare la moralità mi viene sempre in mente il tribunale dell'inquisizione.

Alex ritiene che consentire ai gay di allevare dei figli (ha detto così: allevare, ma preferirei scrivere crescere n.d.r.) possa aumentare la percentuale di omosessuali nella popolazione.
Domanda: e quindi? Quindi tutte le coppie etero che sino ad oggi hanno allevato dei figli che poi sono diventati omosessuali dovrebbero essere interdette dall'avere figli? Quale paura assilla Alex al pensiero che possano aumentare gli omosessuali? Manco fosse una malattia. Mi pare la classica paura indotta da qualche stereotipo preso a caso.

Daw sostiene che due uomini o due donne, non sono adatti a crescere un bambino in modo equilibrato, ma a giudicare dalle scompensazioni che si trovano anche nei figli delle coppie etero, compresa l'omosessualità, direi che l'argomentazione è debole e lasciata al caso per caso. Gli squilibrati sono dappertutto, potrei in merito scomodare il femminicidio ed altre questioni meno evidenti, per parte mia lascerei la valutazione dell'idoneità della coppia, di qualsiasi tipo di coppia, ai servizi sociali ed a persone competenti, evitando di sparare sentenze a prescindere.

Raffa di contro sospetta che l'omosessualità sia un fattore genetico. Cosa che annullerebbe ogni timore educativo di Alex. Tuttavia se lo fosse gli omosessuali dovrebbero essersi già estinti da parecchi secoli. Anche se rimane rilevante la percentuale di omosessuali tardivi, che conducono una vita etero, avendo dei figli, per poi scoprire la loro vera vocazione successivamente. Ma potrebbe essere un gene che salta una generazione, tuttavia la percentuale di omosessuali nella popolazione dovrebbe essere minima e ben sotto allo stimato otto percento, e comunque non ho mai sentito di famiglie i cui membri si siano tramandati l'omosessualità.

Giovanni invece ritiene che sia un fattore indotto dall'ambiente in cui si vive, il classico è una madre troppo presente ed un padre assente, che non si è mai chiesto: perché a mio figlio piace pettinare le bambole? Ma anche questa teoria ha delle lacune, infatti pare che il padre diventi 'assente' quando si rende conto (è una cosa inconscia) di avere un figlio omosessuale, ed in compensazione la madre sente di dover sopperire a questa mancanza affettiva. Quindi per la teoria genetica della Raffa, il comportamento dei genitori sarebbe solo un effetto derivato e non è la causa.

Alcuni saggi invece sostengono che l'omosessualità sia la combinazione di entrambi i fattori, (genetico e ambientale) che presi singolarmente restano latenti. Questa mi pare un'ipotesi percorribile, tuttavia mi chiedo sempre se sia così importante stabilire il perché una persona è omosessuale. Tuttavia volendo rivoltare la frittata ci si potrebbe chiedere: perché sei etero? È genetico o comportamentale? Avrebbe importanza? Non penso.

Per il resto mi viene il sospetto che a molte persone piaccia dire agli altri quello che devono fare o non fare, a letto e nella vita. La chiesa cattolica lo fa da sempre e viene naturale che persone esposte a questa sottocultura si sentano legittimate a fare altrettanto, in un gioco a cascata che va dal forte al debole, dalla maggioranza alla minoranza, e che usa concetti come moralità e peccato, che scomoda una straordinaria quantità di luoghi comuni e stereotipi per rafforzare la propria supremazia, nell'illusione forse, di perpetuare privilegi o prerogative oppure semplicemente per il piacere del potere. Mentre sviluppo questo pensiero penso a tutti quei missionari che hanno convertito al cattolicesimo intere tribù africane, convinti di salvare le loro anime ed avvicinarsi al paradiso. Ma che poi si sono presi il disturbo di privarli delle loro terre e del loro oro. Contemporaneamente gli islamici più esuberanti decapitavano intere schiere di infedeli convinti di fare il volere di Allah. Questo per dire che c'è sempre un punto di vista soggettivo che giustifica ogni interferenza negli affari altrui, anche quando questi non dovrebbero interessare o non danno alcun fastidio.

12 commentaires:

  1. sollevi un tale complesso di argomenti che quasi quasi passa la voglia di far figli...:)

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    1. in effetti è stata una cena, ed un dopocena, impegnativo, ma stimolante, una volta tanto che non si è parlato di figa, calcio, donne e motori

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  2. devo tacere? commento lo stesso, visto che hai lasciato la porta aperta. Sull' omosessualità ho un parere scientista, si nasce! Ora potrei perdermi in mille dettagli medici, ma preferisco questa affermazione netta.
    Sull' utero in affitto, nonostante, ho la,presunzione si avere una menta aperta, lo trovo aberrante, per due motivi, il primo perché, ci sono tanti bimbi al mondo che, potrebbero essere accuditi e cresciuti, e penso in maniera ottimale, se solo la nostra idiota legge sulle adozioni avesse e guardasse veramente all' interesse del bambino.La seconda, nasce da esperienze vissute di amici ed amiche adottate, vanno sempre alla ricerca delle loro origini, anche se hanno avuto in dono una coppia genitoriale meravigliosa.
    Allora penso che, sarebbe difficile, accettare di essere nati da un prestito, con pagamento, come una merce. Mettersi sempre dalla parte del bambino e, riflettere.
    Al momento non abbiamo ancora " letterature" in merito, per sapere se ciò comporterà in loro, un trauma. Aspettiamo di vederli crescere.
    ciao!

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    1. Si nasce sì. Io li vedo da piccolissimi. Che non sai come prepararli a quello che dovranno passare...
      Perchè purtroppo è ancora così.

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    2. si nasce? ma poi c'è chi se ne accorge dopo, discorso complesso pure questo. Se l'adozione fosse più semplice forse non si sarebbe ricorsi all'utero in affitto. come sempre temo che parteggiare per l'una o per l'altra fazione coinvolga alcuni 'partiti presi' poco ragionevoli quando non irrazionali.

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  3. Ciao Pier, a mio avviso è irrilevante il o i motivi per cui una persona è etero o omosessuale. Forse è ora che la società accetti i vari modi in cui l'amore viene vissuto dagli individui.

    Per quanto riguarda l'utero in affitto, a grandi linee condivido le ragioni di S.
    Non mi piace questa pratica, così come non mi piacciono altre pratiche di inseminazione articiale che sono oramai diventate un business (in spregio a molte conseguenze che certe pratiche mediche hanno a lungo termine sul corpo della donna; per esempio tumori dovuti a forti stimolazioni ormonali per lunghi periodi).

    A mio avviso, in primis va sempre messo il diritto di ogni bambino a poter crescere con la propria madre biologica. Non va strappato a colei che l'ha messo al mondo per essere consegnato al "donatore di sperma" o "donatrice di ovulo".

    Laddove la madre biologica non c'è più, ben vengano le adozioni da parte di persone singolo o coppie (etero e omo).

    Queste sono le regole che abbiamo adottato in Svizzera, e trovano un largo consenso perché tutelano in primis i diritti del bambino: si alle adozioni per single/coppie etero e omo, no all'utero in affitto.

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    1. è una cosa talmente nuova che probabilmente ha bisogno di 'rodaggio' tuttavia la versione italiana è troppo influenzata dal cattolicesimo per farci uscire qualcosa di utile

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  4. "questo per dire che c'è sempre un punto di vista soggettivo che giustifica ogni interferenza negli affari altrui, anche quando questi non dovrebbero interessare o non danno alcun fastidio"

    Ho riscritto le tue parole in chiusura del post, perché, secondo me, riassumono tutto: non bisognerebbe occuparsi di ciò che attiene alla sfera più personale fin tanto che certi comportamenti non danneggiano qualcuno.
    Condivido le tue riflessioni e, soprattutto, lo spirito con il quale sono condotte.
    A volte, penso che per certe cose valga il criterio del pettegolezzo: inutile, gratuito e spesso dannoso.
    I principi di cui tenere conto sono, a mio parere, soltanto due: innanzitutto la tutela dei più deboli e, di seguito, la parità di diritti tra "generi".

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    1. tolte le questioni pratiche, tipo la faccenda del trauma del neonato separato dalla madre, gli anticorpi per l'allattamento al seno ed altre questioni connesse di cui nessuno si occupa, a me sconcerta come tutta la faccenda sia gestita solo in termini morali ed etici... e poi è stato interessante vedere come la discussione dall'utero in affitto è scivolata sulla natura dell'omosessualità.

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  5. Secondo me, ogni volta che si affrontano certi temi si finisce per mostrare le viscere (son voluta ricorrere a questa metafora per dire che le contraddizioni e le paure profonde fanno presto a venire a galla, se si tocca il tasto rosso...)

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  6. Io non ho figli, faccio un po'fatica a pensare che la genitorialità si traduca in una trasmissione di geni. Anzi, sto rivalutando la Repubblica di Platone, dove i figli si crescevano in comune. Davvero.

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    1. nessuno al tavolo aveva figli, forse per questo siamo riusciti ad affrontare l'argomento circumnavigando certe rogne. l'idea del crescerli in comune è interessante, dovrebbe aiutarli a diventare più obiettivi.

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