dimanche 13 novembre 2016

♪♫♪ Guarda le mani, guardale il viso, sembra venuta dal paradiso

- Sai sono stata con la Cinny a Curma! 
Lo dice la Stè al telefono, con quel modo di parlare strascicato, quasi annoiato, le manca solo la erre moscia e poi ha completato la trasformazione. Dany mi guarda in tralice, per scovare una reazione, e io gli rimando un enigmatico accenno di sorriso allo schermo del pc, disgustato? Ironico? Consenziente? Non lo saprà mai.
La Stè non la sopporto, soprattutto quando si esibisce in questi teatrini, non è maleducata, ma ha un modo di atteggiarsi che non mi piace, con quell'aria di costante sufficienza verso il mondo. Lei è sempre così deliziosa ad invitarmi in pausa caffè, ed io sempre così impegnato a organizzare i fogli da riciclare, oppure a chiamare l'ora esatta con cui intavolo interessanti discussioni logistiche. Sono anche bravo a riconoscere la sua voce prima di girare l'angolo del corridoio per arrivare in mensa e voltare per l'archivio, dove c'è sempre qualcosa da fare.
La Stè è una che riesce a lamentarsi perché la madre le ha regalato una vacanza in Turchia; proprio adesso che è così pericoloso viaggiare. E lo vedo il luccichio nell'occhio della Mara, che a quel modo si attirano energie negative. Ma la Stè fa parte di quelle che: sai, per capodanno non so se sia meglio la Georgia oppure tornare a Sharm.
La Tea risponde: io starò con mia figlia! E la chiude lì. Penso per farle notare l'interesse con cui partecipa ai suoi tormenti.
Tuttavia la signorina grandi marche, ha le sue amiche fidate, con cui condivide la spa del sabato mattina, lo shopping da Pescetto, la passione per la montagna, che se non è Curma non è montagna, e poi c'è quel negozietto etnico che ha delle cose così stilose; perché come si fa a stare un mese senza fare la pulizia del viso, o prendersi un abitino per aumentare il PIL del terzo mondo che appunto cuce abitini per annoiate fighette, che Max Mara alla lunga stufa.
Per fortuna persone come lei hanno la tendenza a fare casta, a creare compagnie ad anello chiuso, che al sabato si sciabola il Dompe al Covo, o robe così.
Nella Sté c'è qualcosa che stona, non è autentica, sta recitando un ruolo, anche se non capisco a beneficio di chi; forse vuole suscitare invidia, oppure sta sperimentando.

Per un po' ho cercato di capirla, forse sotto il cappellino di paglia in pendant con la borsetta e le ballerine pastello, c'era qualcosa di eccentrico che mi interessava; ma poi ho risolto che anche se ci fosse, non basterebbe, per me dico. La frequenterei per motivi di indagine, per il solo gusto di scriverci un altro post, un movente troppo debole per giustificare la nausea.

9 commentaires:

  1. Beh sai io per un po'una vita così la vorrei provare.
    A parte che qualcuno mi dovrebbe dire dove trovar parcheggio vicino al Covo(di Nord Est?) .

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    1. di solito lungo l'Aurelia :)
      dici bene, la vorresti provare, ma poi? come ti troveresti accanto a persone che recitano un ruolo (sempre che sia così?)

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    2. Non so...magari da inviato speciale.

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    3. eh Teacher... più che sciabolare Dompe, pane e mortadella e barbera :)

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  2. più che capirla, bisogna compatirla.

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    1. mah lei pare così soddisfatta, però potrebbe essere prigioniera di un ruolo, allora si che sarebbe triste.

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    2. Va beh, sai io faccio l'attrice!

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    3. allora saresti perfetta nella parte...

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  3. Posso dirla tutta?
    Prigioniera di un ruolo o no, non merita attenzione e tanto meno la ricerca di un perché che la spieghi per com'è o per com'è diventata.
    Che poi, ascoltami, lei di domande così non se ne farebbe mai...

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