dimanche 27 novembre 2016

Dei delitti e delle pene

Al bar della Paola lo chiamano Cutolo, è il nuovo inquilino del sette bis. Questo spiega la presenza all'incrocio di un babbeo in piedi dalla scaletta, troppo intento a passare inosservato per passare inosservato e dall'altra parte la berlina scura con sopra un'autista intento a leggere il giornale, improbabile come una slitta con i cani. Il Masaniello della periferia si è presentato al bar della Paola, lunedì mattina, offrendo un vassoio di cannoli e una pastiera appena sfornata; a dimostrazione della genuinità dei prodotti con lui c'era la moglie fattrice, che ha sciorinato prezzi e fornitura, nel caso la Paola aderisse all'offerta colazione-partenopea e rifornisse la vetrinetta bisunta della focaccia&cornetti per le colazioni del quartiere. Ma la Paola è stoica, e più delle pastarelle desiderava pettegolezzi freschi per i suoi clienti.
Nell'attesa del si, il piccolo Cutolo lasciato incustodito, ha pensato bene di impiegare quei pochi minuti per impreziosire con le sue iniziali le manopole degli scooter posteggiati, cosa che gli ha fatto rimediare un sonoro ceffone da parte di Mimmo il muratore, che era in procinto di passare in rassegna tutti i cantieri del viale sino a quello del parcheggio e ritorno, con la stessa sicumera di un colonnello alla vigilia del conflitto. Perché va bene accogliere i collaboratori di giustizia, ma è fondamentale che non rompano i coglioni; ha detto, mentre teste incanutite dai cappuccini passati annuivano. Altra questione invece sarà la gestione del martello che Junior pare abbia in dote assieme al coltellino ed alle macchinine. Forse i genitori subodorano un futuro da battilama o carpentiere avendo già escluso quello di pasticcere.
A questo punto è evidente che c'è materiale per diversi post, sempre che non arrivino prima dei sicari.

dimanche 20 novembre 2016

Potter more and more et more

Devo ancora capirne l'entità, ma temo di aver sviluppato una sorta di dipendenza da Potter, La cosa è recente e si è manifestata in un lasso di tempo brevissimo, inizialmente ho pensato alla mia consueta forma di entusiasmo totalizzante tipica dei soggetti facilmente suggestionabili, ma non ci sono miglioramenti, quindi potrebbe diventare cronica. La cosa che più mi infastidisce è che tutta la questione Potter è configurata come la classica tiritera soldINtasca, organizzata come una perfetta macchina da business in stile americano. Ed essere caduto nella trappola mi scoccia.
L'uscita dei libri della saga era passata inosservata, perché confinati nel reparto letteratura per ragazzi, che non pratico spesso, se non per fare dei regali. Mi sono accorto della pottermania quando il primo film è passato in televisione, ma anche allora lo avevo catalogato come roba per ragazzetti, al pari di un film Disney. I libri al completo li ho scoperti girando in biblioteca in cerca di altro, mi ha incuriosito la quantità di copie disponibili per ogni titolo, e l'usura dei volumi. Quindi un interesse principalmente visivo. Ho fatto un paio di ricerche sul web ed ho deciso che avrei preso in prestito il primo volume. Interessante lo stile, l'ambientazione, la narrativa semplice ma coinvolgente. Più di una volta mi sono ritrovato all'una di notte, d'un soffio. Così ho cominciato ad appassionarmi ai personaggi ed alla storia che proseguiva da un volume all'altro; è una fuga dalla realtà? Mi sono chiesto, probabilmente si, ma qualsiasi romanzo è una fuga dalla realtà, ci porta in mondi immaginari ed immaginati, in storie possibili o impossibili, lo sappiamo bene, ma accettiamo le convenzioni create dall'autore. La Rowling ci sa fare, per i suoi personaggi ha creato una scuola castello, un mito di ogni epoca e di ogni bambino. Ha una scrittura sciolta, che prende, ti attrae subito nella storia, e dai suoi libri pare naturale far uscire un film, ogni suo libro è diventato un film, pure dalla sua lista della spesa riuscirebbero a farci un serial TV. Il fatto che sia diventata la donna più ricca d'Inghilterra la dice lunga sul fascino che esercita la sua scrittura su milioni di lettori. Questo è vero nonostante il business.
Per non cadere in overdose, ho alternato, primo libro, la pietra filosofale, primo dvd e via così, che mi pareva di svolgere un qualche rituale, al punto che più di una notte ho sognato quel mondo magico. Chi dopo aver contratto questa malia non ha provato un brivido al pensiero: prenderò il treno per Hogwartz alle undici, dal binario 9 ¾ e sarò catapultato in un mondo straordinario.
Per cercare di restare coi piedi al suolo ho guardato su youtube tutti i dietro le quinte che sono riuscito a trovare, visionato i contenuti speciali dei dvd, le immagini di scenografie, costumi, interviste con gli attori, con la scrittrice, con il regista, le orchestre che costruivano la colonna sonora sulle scene, niente! È sempre una magia. Mi chiedo se sia normale averla sviluppata solo ora, ma ho concluso che prima, all'inizio, non l'avrei apprezzata come adesso, avrei sottovalutato e non compreso, avrei esaurito l'interesse senza appagarlo appieno. Poi sono arrivati gli Animali Fantastici e La maledizione dell'Erede... e la febbre è ripresa.

dimanche 13 novembre 2016

♪♫♪ Guarda le mani, guardale il viso, sembra venuta dal paradiso

- Sai sono stata con la Cinny a Curma! 
Lo dice la Stè al telefono, con quel modo di parlare strascicato, quasi annoiato, le manca solo la erre moscia e poi ha completato la trasformazione. Dany mi guarda in tralice, per scovare una reazione, e io gli rimando un enigmatico accenno di sorriso allo schermo del pc, disgustato? Ironico? Consenziente? Non lo saprà mai.
La Stè non la sopporto, soprattutto quando si esibisce in questi teatrini, non è maleducata, ma ha un modo di atteggiarsi che non mi piace, con quell'aria di costante sufficienza verso il mondo. Lei è sempre così deliziosa ad invitarmi in pausa caffè, ed io sempre così impegnato a organizzare i fogli da riciclare, oppure a chiamare l'ora esatta con cui intavolo interessanti discussioni logistiche. Sono anche bravo a riconoscere la sua voce prima di girare l'angolo del corridoio per arrivare in mensa e voltare per l'archivio, dove c'è sempre qualcosa da fare.
La Stè è una che riesce a lamentarsi perché la madre le ha regalato una vacanza in Turchia; proprio adesso che è così pericoloso viaggiare. E lo vedo il luccichio nell'occhio della Mara, che a quel modo si attirano energie negative. Ma la Stè fa parte di quelle che: sai, per capodanno non so se sia meglio la Georgia oppure tornare a Sharm.
La Tea risponde: io starò con mia figlia! E la chiude lì. Penso per farle notare l'interesse con cui partecipa ai suoi tormenti.
Tuttavia la signorina grandi marche, ha le sue amiche fidate, con cui condivide la spa del sabato mattina, lo shopping da Pescetto, la passione per la montagna, che se non è Curma non è montagna, e poi c'è quel negozietto etnico che ha delle cose così stilose; perché come si fa a stare un mese senza fare la pulizia del viso, o prendersi un abitino per aumentare il PIL del terzo mondo che appunto cuce abitini per annoiate fighette, che Max Mara alla lunga stufa.
Per fortuna persone come lei hanno la tendenza a fare casta, a creare compagnie ad anello chiuso, che al sabato si sciabola il Dompe al Covo, o robe così.
Nella Sté c'è qualcosa che stona, non è autentica, sta recitando un ruolo, anche se non capisco a beneficio di chi; forse vuole suscitare invidia, oppure sta sperimentando.

Per un po' ho cercato di capirla, forse sotto il cappellino di paglia in pendant con la borsetta e le ballerine pastello, c'era qualcosa di eccentrico che mi interessava; ma poi ho risolto che anche se ci fosse, non basterebbe, per me dico. La frequenterei per motivi di indagine, per il solo gusto di scriverci un altro post, un movente troppo debole per giustificare la nausea.

dimanche 6 novembre 2016

Appunti per sognare catastrofi

Molti anni fa, quando mi parlarono del terremoto di Lisbona, lo avevo catalogato come un evento di interesse locale, che aveva avuto l'incredibile conseguenza di permettere al Marchese di Pombal l'invenzione del primo sistema antisismico applicato all'edilizia civile, la gaiola pombalina, che a mio parere ancora oggi rappresenta il metodo costruttivo più economico per avere case antisismiche. Considerando che era il 1755, bisogna ammettere che Pombal era davvero un geniaccio, e quel terremoto rappresentò per lui una grande opportunità. Ma per l'epoca fu una catastrofe paragonabile alla fine del mondo; morirono sessantamila persone e gli effetti furono devastanti per un'area geografica vastissima, che andava ben oltre i confini nazionali; fu avvertito perfino in Italia.
Non mi aspettavo invece che un sisma potesse avere ripercussioni politiche e sociali così profonde. Nel cattolicissimo Portogallo la coincidenza del terremoto con il giorno di Ognissanti venne subito assunta come punizione divina, e qualcuno vi vide il monito per una qualche nefandezza in essere, (il Portogallo in quel momento era uno dei regni più attivi nella conquista del continente americano con tutte le porcherie conseguenti) fu un po' come se lo scossone della terra avesse risvegliato coscienze già in bilico, menti assopite dal vizio e dall'avidità. Lo schiaffo di dio.
Oltre ad occuparsi della ricostruzione di Lisbona, Pombal, divenuto primo ministro nel 1756, abolì la schiavitù, riorganizzò il sistema scolastico, emanò un nuovo codice legislativo e attuò la riforma dell'esercito, incrementò la produzione agricola e diede impulso all'economia in Portogallo e nelle colonie. Favorì la colonizzazione portoghese e istituì una Compagnia delle Indie Orientali per il commercio con il Brasile. In pochi anni raggiunse il pareggio di bilancio, salvando il Portogallo dalla bancarotta. Queste riforme incontrarono l'opposizione della nobiltà e dei gesuiti, che vennero espulsi nel 1759, a dimostrazione che a Pombal non piaceva perdere tempo e che non amava intromissioni clericali nelle sue riforme. Come tutte le belle favole la parabola di gloria era destinata a terminare, così alla morte di Re Giuseppe I, nel 1777, Pombal venne processato e passò il resto della sua vita confinato nei suoi feudi. E purtroppo non scrisse nessuna biografia.
Ma l'innesco dato da quel terremoto proseguì, a dispetto dei conservatori; nel poema filosofico Il disastro di Lisbona (1756) Voltaire affrontò il problema del male, che non si può risolvere facendo "dell'infelicità di ciascuno una felicità di tutti"; smentendo con argomentazioni validissime il mal comune mezzo gaudio; troppo comodo, troppo cattolicamente consolatorio, troppo nobilmente conveniente. Le teste coronate sentirono puzzo di bruciato in quelle teorie illuminate ed illuministiche e la conseguenza fu che 34 anni dopo, in Francia, cominciarono a cadere le prime.


A tutto questo pensavo mentre guardavo questa foto, e davvero non riesco a vedere una semplice tramezza in legno, non è possibile. Lì ci sono Pombal, Voltaire, e perfino la testa di Luigi XVI, mica solo dei pezzi di legno messi di traverso.