dimanche 9 octobre 2016

Quel giorno vendevano gazze parlanti

Shopping fino a mezzanotte! Dice così la pubblicità del mega centro commerciale di Serravalle; una cittadella uso outlet finta fintissima che è cresciuta a chiocciola in mezzo ai campi, con un sentore di borgo dai colori improbabili, là dove c'era l'erba. L'ingresso ha il sapore di una città rinascimentale, proprietà di qualche estinta signoria padana, che ha lasciato ai sudditi il suo feudo, dove il cliente ha sempre ragione.
Non ho capito il senso di euforia che vedevo nelle persone che sciamavano dal posteggio, tuttavia mi sono subito sentito messo a parte di un rituale di gran peso, e pareva di andare ad un concerto, così ho pensato che era un'ottima occasione d'indagine, la mia testa era troppo affascinata da questa esplorazione per concentrarsi sullo shopping. Inizialmente ho ceduto di buon grado alle insistenze dei miei complici, troppo in stile Sex-and-the-City per passare inosservati, e per un po' mi sono lasciato trascinare … ma poi code, per il parcheggio, per entrare nelle boutique, per comprare il gelato, per andare in bagno, per provare i vestiti, per comprare le sigarette, per uscire dal negozio, per sedersi sulle panchine, per farsi il selfie con le buste dei negozi, roba che mi pareva di essere finito su un qualche pianeta alieno, che perfino gli alberi veri, in mezzo a tutta quella roba finta, sembravano lì per caso.
Così mi chiedevo: ma queste persone hanno davvero bisogno di acquistare vestiti di marca, accessori di grandi catene di moda, oggetti leziosi che poi ti durano si e no una stagione (?) la risposta era sempre: SI! ma soprattutto pensavo: ma tra benzina ed autostrada, e tempo vai&vieni, conviene davvero?
Però tutti parevano impegnati a fare qualcosa di ne-ces-sa-rio! Spalleggiandosi a vicenda, motivandosi a vicenda.
Sarà che sono sempre molto scettico verso tutto quello che tende ad uniformare ed amalgamare desideri (aspirazionali), necessità (indotte) e persone (gregge).
Per fortuna ho capito in tempo di non essere portato per lo shopping selvaggio, così mi sono rifugiato alla Maison du Monde, come un naufrago, concordando un rendez-vous per la navicella di rientro sulla Terra, rigorosamente a fine pomeriggio.

15 commentaires:

  1. mon dieu! terrificante...di sabato poi.
    penso che il gioco non valga la candela, anche per le cose che scrivi " benzina, pedaggio etc." ma tutto è costruito per " consumare" quanta più merce è possibile...infatti spesso, ci si ritrova con cose estremamente inutili, tipo Ikea, ogni volta che mi costringono ad accompagnare qualcuno, torno con tegami, scatole, ed altri oggetti di cui non avevo affatto bisogno.

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    1. già, e poi li trovi nei mercatini dell'usato, a smaltire le compere selvagge, a gente così, incapace di programmare le spese, che nemmeno discerne cose le serve e cosa le è superfluo... che vuoi dire?

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  2. Non vado mai a fare la spesa il sabato. Perché? Perché ci sono i soliti tutti che ci vanno quel giorno. Ieri, per pura necessità, sono passata in un centro commerciale pieno come un uovo. Il bello (o l'orrido?) è che la maggior parte di quelli che si trovavano lì non compravano nulla. Dovevano solo perdere tempo. C'è nulla di più deprimente?

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    1. nella confusione mi trovo a disagio, la cosa che mi ha impensierito sono state le famiglie con figli piccoli, che chiaramente avrebbero voluto essere altrove, al parco o a fare una passeggiata salutare nel verde

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  3. post originale e stravagante... precisa molto bene una categoria specifica...
    chissà se qualche suo esponente ha scritto da qualche parte, nello stesso momento sulle frotte di persone che si accalcano per entrare in un museo o a teatro... probabilmente avrebbe usato più o meno gli stessi termini e, immagino, si sarebbe interrogato con uguale incomprensione...
    c'è da riflettere sui luoghi dell'evasione, sulle passioni e sull'evaporazione...

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    1. un giorno ci troveremo per caso, io, te, Euridix e la teacher, forse anche daffus e qualcun altro, a commentare come cocorite le insane abitudini delle persone. :P
      volendo anche certi eventi dei musei diventano 'virali' penso alla mostra di weiwei a palazzo strozzi, in generale tutto ciò che richiama per moda e non per vero interesse rischia di diventare una buffonata

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    2. Concordo: sul post e su questa tua aggiunta in commento:
      sapessi quante volte, di fronte a file chilometriche per la tal mostra, mi sono chiesta in quanti tra quelli in fila fossero davvero interessati.
      Sai, con quel che si sente e si vede in giro e in televisione, tutti questi assatanati e bulimici fruitori di arte in fila mi sanno di sintetico al 100%...forse sono in preda all'ansia da prestazione...

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    3. l'epoca dei grandi numeri, tanti like, tante visualizzazioni, pare che tutto ciò che è per pochi sia snob e fuori mercato... massificazione.

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  4. Dalle mie parti ci sono due supermercati con apertura 24 h.
    Assurdo.

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    1. mi chiedo se ci vada qualcuno.. ne ho visti a Parigi e di notte erano praticamente deserti

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  5. Quelli che mi fanno più tenerezza sono i bambini che vengono trascinati loro malgrado in mezzo alla folla (e non ditemi che si divertono). Lo trovo disumano. Ma i loro genitori avranno mai fatto conoscere loro un bosco dove poter correre e divertirsi tra le foglie e le piante?

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    1. a volte mi chiedo se i genitori portino i figli a fare shopping o al supermercato per punirli, che meglio sarebbe per entrambi una tata.

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  6. Mi sono sempre chiesta come fanno le altre madri a fare shopping con i figli, il mio se mi fermo a guardare una vetrina mi pianta un chiodo che mi porta all'esaurimento. E non parlo del sabato, in qualsiasi giorno in qualsiasi tipologia di negozio. Beh Pier scusa ma io vado un po'controcorrente adoro lo shopping selvaggio, anche se non lo pratico più, odio i centri commerciali e preferisco le vetrine del centro anche se sono fuori budget. Ma la mia passione più grande sono i mercati, la mattina prestissimo quando ancora non c'è nessuno e tu puoi camminarci in messo guardando tutti i colori dei vestiti appesi o le piccole botteghe con capi particolari, disegnati da qualche sconosciuto che ha provato a mettersi in gioco. Nella mia città non ce ne sono, a Brescia ne ho scoperto qualcuno e ogni volta passo a curiosare.

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    1. buondì Carlotta ... dipende cosa si intende per shopping selvaggio, tipo ai saldi comprotutto oppure un rinnovo di guardaroba necessario. Come genovese resto sempre molto cauto negli acquisti non motivati razionalmente. Poi subenta il fattore 'ressa' come dici tu, è sicuramente più piacevole ed interessante giracchiare in mercatini poco affollati per godersi le merci e anche un buon rapporto venditore-cliente

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    2. Rinnovo di guardaroba necessario? mmm Pier! Il guardaroba di una donna va rinnovato con una frequenza almeno settimanale (se potessi anche giornaliera).

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