dimanche 25 septembre 2016

La rovina delle rovine

Palmira è andata, ciao ciao! Dopo un anno di occupazione si può tranquillamente dire che nel museo è sparito tutto quello che poteva essere rivenduto ai ricchi occidentali, il resto è stato vandalizzato e nella città è stato sbriciolato quello che non ha fatto il tempo in duemila anni. Ed a quanto pare è un tormento senza fine, che temo porterà all'annientamento totale della città. Tutti piangono lo scempio dimenticandosi di Khaled al-Asaad che è stato decapitato per aver osato difendere quelle pietre. A questo punto mi chiedo: ma è più importante la vita di un uomo o un mucchio di sassi. Ne valeva la pena perdere la vita? Non era meglio andarsene e chissenefrega? Evidentemente non è stato possibile farlo, o forse è davvero come dicono, Khaled ha scelto di morire cercando di difendere la città. Una fine nobile, che temo sia stata strumentalizzata dalla stampa. La domanda conseguente è: io rischierei la vita per difendere il Colosseo che poi comunque dopo la mia morte verrebbe distrutto ugualmente? Chiaramente no. Chissenefrega del Colosseo anche se in proporzione temporale la mia vita vale molto molto meno di quella di un edificio plurimillenario. Questa è una valutazione squisitamente psicologica, che gli italiani hanno ben conosciuto durante la seconda guerra mondiale, quando i soprintendenti rischiavano la vita per salvare i quadri degli Uffizzi dai bombardamenti e dalle razzie dei tedeschi. Ho ascoltato i loro racconti, pieni di un fervore oggi scomparso. Tuttavia mentre giravo per le sale degli Uffizzi mi è sorta la domanda: quante persone geniali hanno sacrificato o rischiato la vita, per preservare tutto quello che sto vedendo ora? Per impedire a qualche gerarca nazista o mafioso bombarolo di distruggere la bellezza che altri avevano creato?
A quel punto rischiare la vita è come sapere di lasciare al prossimo un'eredità favolosa. E Palmira? Ricostruiranno le rovine? Raccoglieranno le pietre sbriciolate e le ricomporranno usando le fotografie? Il rischio EuroDisney è dietro l'angolo, ma è comprensibile la NON accettazione di una fine cruenta del patrimonio. Esempi se ne potrebbero fare a migliaia, dal campanile di S.Marco, al Teatro della Fenice, alle migliaia di ricostruzioni post belliche e post terremoto. Non siamo pronti ad accettare la perdita improvvisa. Così ci sarà una nuova Palmira, che tutti vorranno simile a quella precedente. Sarà una storia molto simile alle Città invisibili di Calvino … pure nel nome.

dimanche 18 septembre 2016

Ma il peggio è arrivato, alla fine la rosa ha mostrato le spine

Sono permaloso, lo so da tempo, anche se non ne ho mai misurato la profondità. Anni fa lo ero di meno, per una sorta di quieto vivere, ma poi ho scoperto che il quieto vivere è un lusso che non posso più permettermi; non sono capace di gestire a mio vantaggio il quieto vivere.
La conseguenza della mia accresciuta permalosità è stata fatale per molte interazioni familiari. I più scaltri l'hanno chiamata: supponenza, arroganza, finanche maleducazione. Ma io ero e sono così impegnato a far scontare i vecchi scorni da non curarmi delle scuse. Così ho recuperato circa vent'anni di trascorsi, rospi spesso ingoiati in tenera età, ma evidentemente mai digeriti. Mi sono rivisto, istruito alla mediocrità, all'obbedienza, ad accettare l'umiliazione dei grandi. Così ho pareggiato il conto, nel modo più doloroso che sono riuscito a trovare, ho assorbito i peggiori difetti, assaggiato le più meschine debolezze e le ho restituite ai legittimi proprietari, rigirando il coltello in piaghe antiche, che loro speravano rimarginate, desideravano dimenticate. Tutto questo non porta molto lontano, ma libera l'anima, la mia principalmente, e sono certo che mi predisporrà ad un buon futuro, pulito e libero. Poi... quando rilevo un tentativo di riconciliazione, da adulto ad adulto (qui Eric Berne è fondamentale) dico con studiata didattica: le persone non cambiano, col tempo si rivelano. E chiudo la questione.

dimanche 11 septembre 2016

Col tempo gli esperimenti hanno mostrato che la maggior parte delle particelle credute elementari di fatto non lo sono

Probabilmente sono all'antica, ma su certe questioni mi piacciono le persone discrete, che affrontano gli argomenti con garbo; soprattutto quando non c'è troppa confidenza, ed anche il fatto di prendersela, la confidenza, non giustifica che mi si possano chiedere cose troppo personali, peggio ancora dirmele; principalmente perché a me delle questioni intime altrui non me ne frega nulla. La faccenda è andata più o meno così: Andy, il mio cattolicissimo amico, mi ha detto che dopo il secondo figlio … ci ha fatto il nodo.
L'allusione era chiara e c'era nel tono con cui lo ha detto una sorta di rammarico, di rinuncia e forse anche la richiesta di un consiglio. Per parte mia ho fatto bellamente finta di nulla, proseguendo un altro discorso che stavamo facendo prima e che era rimasto sospeso. Lui c'è rimasto male, s'è visto, penso perché si aspettava la mia solidarietà, ma per parte mia, non condivido il problema, principalmente perché siamo nel 2016 e se una coppia vuole fare sesso senza avere figli i metodi ci sono e non serve andare troppo di fantasia. Quindi stava parlando di aria fritta, dimostrandomi una ingenuità in materia di sesso degna di un quindicenne cresciuto nel medioevo; ingenuità, se non sua della moglie, cosa ancora più fastidiosa perché pure la moglie è mia amica e non mi piacciono queste confidenze che attivano dinamiche potenzialmente imbarazzanti. Ad un certo punto mi sono chiesto se fosse un represso, perché nell'ambiente ciellino da cui proviene ne ho incrociati un paio degni di uno psicologo, e ci sarebbe davvero da scriverci un libro su questi personaggi doubleface,
Il problema, dal mio punto di vista è dovuto alle incongruenze della dottrina cattolica in materia di sessualità, tuttavia ho risolto che non potevo certo competere con un mio consiglio ad anni ed anni di prediche, perché qualsiasi consiglio sarà comunque male interpretato, travisato e distorto, ed è pazzesco come alcuni riescano a mettere la malizia e l'intrigo anche dove non c'è. Parole ai sordi. Peccato, perché in questo modo si aumentano le ipocrisie ed i comportamenti diacronici delle persone, e dubito che Gesù volesse questo. Tuttavia il dato certo è che i preti, gente che non è sposata e non fa sesso per propria scelta, si arrogano la presunzione di dire a gente sposata come si deve comportare a letto. E la cosa ancora più assurda è che queste persone lo accettano, li ascoltano. forse pure li temono, manco fossero illuminati da una saggezza divina, salvo poi scompensarsi.

dimanche 4 septembre 2016

Oblivion-obliviate-obliviscor


Ci passo raramente, ma non per volontà, per necessità; ma quando ci passo, per quella scala antica, con la balaustra di marmo dal parapetto consumato, penso al mio primo bacio. Lo diedi proprio lì, su quel pianerottolo, pioveva ed eravamo sotto all'ombrello.
Quanti anni avrà questa scala? Almeno quattrocento, dicono fosse la scala che portava al giardino dei marchesi Durazzo, poi aprirono la strada nuova, e divenne pubblica. Fu così che le persone cominciarono a baciarsi percorrendo quei comodi scalini interrotti dal pianerottolo lastricato di pietra; e poi venne la guerra, e quella bomba intelligente che fece crollare il palazzo del marchese, è per questo che il parapetto è scheggiato. Lo vidi nelle vecchie foto, e potrei dire esattamente dove caddero le travi carbonizzate del tetto, come se ci fossi stato. I punti esatti. Così come potrei dire dove posai la mano, quella sera di dicembre, mentre la pioggia scorreva come un ruscello in quelle fenditure. Tutto questo ricordo mentre passo per quella scala, e sento le sue labbra sulle mie, come se attraversassi una ragnatela.