dimanche 14 août 2016

Social Killer

Ci siamo, tra breve le bacheche dei social si riempiranno di foto ferragostane, spiagge, orizzonti, tramonti, piedi verso il mare. Trovo piacevole che ci sia questa voglia di condividere cose belle, perché di solito sui social impazzano assurde catene condividi-se-sei-d'accordo, proteste e negatività varie, tanto gratuite quanto inutili. Tuttavia sospetto sempre che nel desiderio di postare certa parte della propria vita ci sia dietro qualcosa di più della voglia di condividere con gli amici i momenti felici. Sempre più spesso mi chiedo se le persone facciano le vacanze per il vero piacere di farle o se invece le facciano perché sono indotte a farle dalle consuetudini sociali.
Voglio dire: si stanno realmente divertendo lì dove hanno scelto di andare a farsi i selfie, o pensano che quello sia il modo di divertirsi? La differenza è sottile, me ne rendo conto, ma c'è.
È un po' come quando mi trovo a vivere qualche avvenimento della mia giornata e penso: uhm questa cosa la devo indagare per bene, così scriverò un post sul mio blog. A quel punto scatta qualcosa che modifica irrimediabilmente il mio modo di vivere quell'esperienza e quei pensieri, che vengono finalizzati in virtù di quello che vorrò scrivere. In questo modo l'analisi del fenomeno modifica il fenomeno stesso. Capita anche a voi?
Insomma, tolta la quota di coloro che si esibiscono per il solo ed unico piacere di farsi invidiare da amici e parenti, (e ci sono) quanti si trovano davvero a proprio agio nelle vacanze che hanno scelto di fare?
Quanti ci credono veramente e se le godono senza sentire la necessità di farne un teatrino ad usum social?

7 commentaires:

  1. mi verrebbe da scrivere: francamente me ne infischio.
    nel senso che lo facciano un po' per quel che vogliono, basta che si tolgano dai piedi!

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    1. sarà che il caldo porta domande oziose ... e poi come ebbe a dire profeticamente Albert Einstein: «Temo il giorno in cui la tecnologia andrà oltre la nostra umanità: il mondo sarà popolato allora da una generazione di idioti».

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    2. a tal proposito annoto il libro di Spitzer... il cui titolo dice già tutto

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  2. Quando i social o qualsiasi altra cosa, condiziona la nostra vita al punto da esserne succubi... è grave.
    Comunque sia, io penso alle mie di vacanze e a quanto mi sto divertendo a passeggiare sulle montagne. A volte poi non c'è neppure campo... evvai!!

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    1. si vede quando uno esibisce oppure ha piacere a condividere, si vede non solo dalla quantità ...

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  3. Mi capita eccome! Sei lì, e già raccogli dettagli...
    Ma credo che l'immagine abbia qualcosa di più volgare e nudo, rispetto al racconto, alla parola scritta.
    Che se non altro, richiede una certa dose di applicazione...

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    1. l'idea del raccontare mi fa pensare di godere maggiormente l'attimo, di indagarlo come differentemente non farei. la foto mi lascia possibilità future di indagine, anche se ultimamente non ho un buon rapporto con il mondo dell'immagine

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