dimanche 28 août 2016

In quel momento, in un paese sfinito ...

Il vicino di sopra se ne va. Lo scopro per caso mentre traffico su FB, portineria per esibizionisti, ha subito riempito la bacheca con immagini di laghi e mega yacht . La cosa non mi spiace affatto, anzi spero che riesca ad affittare in fretta e si tolga dalle balle anche prima, per festeggiare decido di bloccarlo, lui e consorte. Tuttavia, a differenza delle portinaie (o proprio come loro) riesco a fare una riflessione più ampia su questa lieta notizia. Scappa in svizzera, e mi dico: beato lui! Non credo sia invidia, ma una limpida considerazione di come in questo paese per campare degnamente sia necessario andare all'estero.
La cosa più bella da fare a Genova è andarsene! Lo dicevamo per scherzo ai tempi del liceo, ma qualcuno l'ha presa sul serio. E forse non era solo una battuta per sfuggire alla prof di mate, in ogni caso tutti quelli che lo dicevano, oggi sono fisicamente residenti all'estero.
Che altro si può fare? Ammiro la determinazione di chi fa il grande passo; il vicino, dopo la nascita della figlia e l'esclusione della moglie dal salone di estetica, non aveva molte chance. Sarà dura, ma ce la faranno, sono sufficientemente arrivisti per cavarsela, e l'infanta potrà crescere in un paese migliore. La sua sparizione dall'italico suolo fa il mucchio con altre, concentrate tutte sotto al mio stesso tetto. Quelli del terzo piano sono partiti per York, dove lui ha trovato lavoro presso una ditta di import export, la moglie e il bimbo di tre anni lo seguiranno non appena avrà trovato la casa adatta. La figlia di quella del nove bis invece, dopo un paio di anni dalla laurea in giurisprudenza ha pensato bene di trasferirsi in Austria, dove pare ci sia un ufficio specializzato nell'accoglienza di imprese italiane desiderose di trasferirsi e di avere un mentore legale per le pratiche burocratiche. L'emorragia prosegue con quelli del 14, due neo pensionati, si vocifera stiano per fare le valigie e salpare per SantoDomingo, seconda patria di Cristoforo Colombo, dove assieme al fratello di lui gestiranno dei bungalow per turisti. Notizie di pianerottolo confermano che con le loro due pensioni minime riusciranno a cavarsela alla grande, anziché restare qui a sopravvivere.
Così aumenta il numero dei cartelli vendo, affitto che oscurano il vetro del portone. Appartamenti vuoti, persiane chiuse, serrande abbassate. Mi chiedo: è questo che vogliono i politici? Una nazione in fuga? Una nazione di lavori socialmente utili, di finti part time pagati con i voucher, di lavoro in nero, senza garanzie ne contributi. Si prospetta un futuro cupo.

dimanche 21 août 2016

Ci vediamo da Mario ... prima o poi ♪♫♪

E siamo a due. Raffa è la seconda compagna di scuola a contattarmi su FB. Perché ad una persona venga il pallino di scorrere FB e contattare tutti i compagni di classe non l'ho mai capito, anche perché tra elementari, medie e superiori stiamo parlando di un centinaio di persone, insomma è come un lavoro. Tuttavia c'è chi lo fa, soprattutto le donne. Una parte di me vuole pensarle all'atto estremo prima di attraversare la soglia della zittellaggine, o finalmente entrate nel club delle divorziate, in mancanza di nuovi papabili eccole a rimescolare nel barile della memoria in cerca di possibili candidati.
Ma questo è davvero un pensiero cattivo, quindi preferisco immaginare qualche forma di nostalgia del passato, e di quel tempo spensierato in cui l'unica preoccupazione era quoto e quoziente, e quell'accidente di tabellina del sette. Così rispondo vago, come stai? cosa fai? cazzi miei, i tuoi mai? Difficile essere scostanti con persone con cui abbiamo diviso la merenda per 5 anni, e poi quella maestra col tuppo, che non ci portava mai da nessuna parte e tutte le mattine ci faceva recitare la preghierina alla Madonna e ad ogni festività c'era il pensierino religioso corrispondente. Ricordo la faccia sbalordita che fece quando le dissi che mi rivolgevo a Gesù Bambino quando non trovavo il mio giocattolo preferito, poco ci mancò che non chiamasse l'esorcista.
Quindi care compagne di elementari, medie e superiori, asilo, parrocchia, piscina, palestra, pallavolo, lasciate perdere, pensate al futuro, cercate mariti nel circoli del tennis, nelle bocciofile se preferite l'usato garantito, nei club del golf se lo volete ricco, nelle palestre se vi piace atletico, allo Yachting se lo desiderate abbronzato, ma non rivangate il passato, lasciate perdere le vecchie foto di classe, anzi buttatele come ho fatto io, evitatevi il prima e dopo la cura, astenetevi da tutto ciò. Quindi a tutte le nostalgiche... #Ciaone!

dimanche 14 août 2016

Social Killer

Ci siamo, tra breve le bacheche dei social si riempiranno di foto ferragostane, spiagge, orizzonti, tramonti, piedi verso il mare. Trovo piacevole che ci sia questa voglia di condividere cose belle, perché di solito sui social impazzano assurde catene condividi-se-sei-d'accordo, proteste e negatività varie, tanto gratuite quanto inutili. Tuttavia sospetto sempre che nel desiderio di postare certa parte della propria vita ci sia dietro qualcosa di più della voglia di condividere con gli amici i momenti felici. Sempre più spesso mi chiedo se le persone facciano le vacanze per il vero piacere di farle o se invece le facciano perché sono indotte a farle dalle consuetudini sociali.
Voglio dire: si stanno realmente divertendo lì dove hanno scelto di andare a farsi i selfie, o pensano che quello sia il modo di divertirsi? La differenza è sottile, me ne rendo conto, ma c'è.
È un po' come quando mi trovo a vivere qualche avvenimento della mia giornata e penso: uhm questa cosa la devo indagare per bene, così scriverò un post sul mio blog. A quel punto scatta qualcosa che modifica irrimediabilmente il mio modo di vivere quell'esperienza e quei pensieri, che vengono finalizzati in virtù di quello che vorrò scrivere. In questo modo l'analisi del fenomeno modifica il fenomeno stesso. Capita anche a voi?
Insomma, tolta la quota di coloro che si esibiscono per il solo ed unico piacere di farsi invidiare da amici e parenti, (e ci sono) quanti si trovano davvero a proprio agio nelle vacanze che hanno scelto di fare?
Quanti ci credono veramente e se le godono senza sentire la necessità di farne un teatrino ad usum social?

dimanche 7 août 2016

Diffidate degli onesti

Diffidate degli onesti, sono i più facili da imbrogliare. Dice così, la Rowling, anzi lo fa dire ad uno dei suoi personaggi, e la cosa mi infastidisce abbastanza. Però devo riconoscere la verità della sua affermazione, chi non è avvezzo a certi giochetti si fa abbindolare facilmente. A questo punto mi sono chiesto se sono un tipo che si fa abbindolare facilmente e devo dire … si!
Mi scoccia ammetterlo ma è accaduto e probabilmente accadrà ancora, devo farmi più furbo. Riconoscerlo mi fa sentire sbagliato, vulnerabile, fuori posto, principalmente perché siamo in Italia dove chiunque è un potenziale truffatore. 
Ricordo con amarezza quando litigai con Armando che dall'alto dei suoi 67 anni pontificava di voler fregare il prossimo prima che il prossimo fregasse lui. Lo odiai profondamente per quel suo pensiero, scandaloso e meschino. Ma oggi, devo riconoscere ad Armando un merito, quello di aver detto ciò che pensava senza ipocrisie, onestamente e forse troppo cinicamente, ma lui mi stava rivelando una verità assoluta, la sua esperienza, mentre io, cieco, gli rispondevo con la mia ingenua supponenza. Oggi mi vergogno di quella mia risposta, oggi, sorriderei sornione all'affermazione di Armando, e appunterei in qualche angolo della mia memoria quella lezione preziosa; perché siamo in Italia e chiunque è una potenziale vittima.
Questi pensieri sconfortanti sono riemersi da un passato nemmeno troppo lontano l'altro giorno, quando ho scoperto che il vice presidente della onlus dove presto volontariato ha ottenuto un posto come consulente presso il comune, proprio nell'ambito in cui opera la onlus, proprio grazie ai contatti ottenuti e mantenuti grazie alla onlus, una via preferenziale alla faccia di tutti quelli che fanno volontariato gratuitamente, che usano le ferie per frequentare l'associazione. Passato il senso di nausea, mi sono ricordato di Armando, della mia costante ingenuità, (acuta o cronica) di tutti quelli che davanti a queste cose non dicono nulla, non fanno nulla, accettano pensando che siano cose giuste e legittime, perché loro farebbero lo stesso, anzi - magari se ci fosse un altro posticino - g, in fondo è lavoro, che male si fa?