dimanche 17 juillet 2016

Allons enfants de la Patrie

Ci risiamo! i social si riempiono di foto strappalacrime sulla strage di Nizza, la più gettonata sembra essere quella della bambina con accanto la bambola. Quale messaggio vuole far passare una foto del genere? non lo so, ma in un angolo della mia coscienza c'è qualcuno che dice che è sbagliato farlo, perché a quel modo si fa il gioco del nemico.
Ma se ne rendono conto? Sembra di NO.
Per parte mia vorrei vedere la foto dell'autista del tir, accasciato sul volante, ma forse nemmeno quella perché diventerebbe un eroe, lo vorrei in virtù delle foto dei briganti ottocenteschi esposte al Museo dell'Ombroso, questa si che è una regressione cultural-morale da indagare.
Nel frattempo i media si attengono alla procedura standard della strage terroristica, con la condivisione virale di immagini a forte impatto emotivo, frasi di cordoglio che hanno troppo il sapore del copia-incolla per essere condivisibili anche sentimentalmente. Ancora una volta mi pare di veder vomitare buonismo pseudo culturale, perfino da parte di quelli che vogliono combattere la guerra con la pace, e la cosa inizia a darmi fastidio. Replicare è complicato, perché bisogna adeguarsi alla massa, non farlo ti rende cinico e forse sospettabile di cameratismo col nemico. Non so perché ma ritrovo alcune similitudini con quello che accadeva all'opinione pubblica deviata e condizionata durante l'avvento dei grandi regimi dittatoriali del trentennio. Sarà il tentativo di colpo di stato in Turchia? Sarà che leggendo L'inverno del mondo mi sto lasciando suggestionare, ma quell'ipocrisia strisciante che accomuna le ideologie spinte allo stremo delineava molto bene la deriva che avrebbero preso istituzioni come la Gestapo, e in speculare opposizione quelli dell'NKVD. Ora senza andare troppo lontano, e senza scomodare troppo aberrazioni che spero sempre superate da quella cosa che si chiama civiltà, ma volendo sintetizzare, appare chiaro come sia facile, in virtù del pericolo imminente, indirizzare le più elementari regole del raziocinio verso nuovi pensieri. È chiaro che la minaccia a cui siamo esposti è qualcosa di nuovo e mai visto in precedenza, inteso come modalità operativa di intimidazione, ma la risposta? a quanto pare l'unica cosa che riusciamo a fare è esprimere cordoglio nel mondo virtuale, indignarci sul web e poi spegnere il pc e pensare ai cazzi nostri. La dicotomia tra mondo virtuale e reale è arrivata ad un punto estremo, quasi una doppia personalità.
Ma la cosa che mi preoccupa di più è che se il 'popolo bue' (e mi ci metto dentro pure io) non riesce a trovare una soluzione fattiva, un atteggiamento da assumere in massa per contrastare il fenomeno del terrorismo, i capi, quelli che decidono, non sanno da che parte cominciare, o se lo sanno lo nascondono bene, ed ho tanto l'impressione che siano lì come micetti ciechi, a promulgare misure inefficaci. Perché se lo fossero qualche risultato lo si sarebbe visto. Quindi mi appare inevitabile chiedermi se davvero non sia meglio ammettere che siamo in guerra e prendere delle serie misure conseguenti invece di proseguire a far passare gli episodi terroristici come sporadici ed imprevedibili, come frutto di una guerra di religione molto poco credibile ... e spargere sui social immagini tanto lacrimevoli quanto inutili.
Che poi la gente sul web si interroga ...

Così sono in difficoltà: per un colpo di Stato si deve cambiare la foto profilo, metto la bandiera turca, c'è un "je suis..." o basta scrivere un sempre valido "In questi casi occorre solo silenzio"? Chiarezza, regole, vogliamo certezze! 

6 commentaires:

  1. se l'isis si mette a rivendicare qualsiasi omicidio perpetuato da un fuori di testa, a partire da una rissa tra ubriachi, ovvio che la reazione è un'escalation di razzismo e discriminazione che finirà con l'alimentare uno spirito ottusamente vendicativo e/o ritorsivo.
    sulla turchia se ne sa poco, c'è chi sostiene che sia la prima di una serie di manovre atte a conferire, in via eccezionale, un terzo mandato presidenziale ad obama.
    insomma qualsiasi pretesto è buono per il proprio mulino...

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    1. Secondo me per Nizza è ben più che l'opera di un fuori di testa, troppe coincidenze, troppa tattica. In ogni caso Hollande è subito partito in quarta mandando altri bombardieri in Siria, se non e questo un atteggiamento che fomenta l'odio razziale, alla faccia dell'opinione pubblica.
      Per il resto viste le alternative ad Obama un proseguimento del suo mandato è più che auspicabile

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  2. In questi giorni, riguardo a Nizza, ho optato solo per le notizie radio.
    Sapevo che saremmo caduti nel solito voyeurismo pietistico...che non solo è inutile, ma controproducente...

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    1. vivo senza TV e ciò mi salva da molte scocciature, il web l'ho navigato con cautela, ma resta una grande perplessità sulla confusione ideologica che emerge non appena si chiudono le immagini schermo

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  3. Molto vero quello che scrivi.
    Purtroppo anche i governi sono impreparati, anche perché il terrorismo si combatte in modo diverso dalle tradizionali guerre.
    Ieri un giornalista commentava perfino che "la società europea ha fatto del pacifismo il suo stile di vita, al punto che ora che è minacciata e che c'è bisogno di usare le armi per combattere... non ne é più capace."

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    1. sentivo un commentatore affermare che il terrorismo sfugge alle logiche europee perchè non rispetta le regole della guerra, come se stabilire regole per massacrarsi sia una forma di civiltà.
      temo che alla fine all'opinione pubblica sembrerà normale qualsiasi nefandezza, così come passano sotto approvazione le 'missioni di pace' condotte da militari armati

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