dimanche 5 juin 2016

Artemidoro e l'interpretazione dei sogni

La stanza è apparentemente deserta, ma in realtà, dietro ad una sorta di parete curva formata dagli scaffali dei libri, si cela il mio interlocutore, di cui intravedo solo l'ombra proiettata sulla parete dall'unica finestra, da cui proviene una luce lattiginosa, filtrata da una spessa vetrata a rulli multicolori. Davanti a me, sopra un grande tavolo in legno dall'aspetto vissuto ci sono vari libri rilegati in cuoio. Ne prendo alcuni, scorrendone i titoli, per metterli velocemente in una borsa di tela scura. Mentre mi appresto a uscire, una voce da dietro la libreria mi interroga come a continuare un discorso avviato, ma di cui non ricordo l'argomento:
- e se scegliessimo di vivere unicamente in una realtà costruita da noi?
- questo ci renderebbe folli! Replico con freddezza.
- e se così fosse, non è meglio di una vita fatta di disperazione?
Mentre rifletto su una possibile risposta, un colpo di vento spalanca la porta e il pavimento scompare facendomi precipitare dentro ad un pozzo di cui non vedrò mai il fondo perché mi sveglio prima. Così la questione resta senza risposta: quanta parte della realtà che ci costruiamo è una via di fuga dalla disperazione? Il dubbio rimane sino al prossimo sogno.

8 commentaires:

  1. Cos'è "una realtà costruita da noi"?

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    1. mi vengono in mente quelli che se la raccontano, quelli che vivono nel mondo di frutta candita, dove ogni bicchiere è sempre e solo mezzo pieno. Potrei chiamarli ottimisti all'estremo, nonostante tutto e tutti. Ma potrebbero anche essere coloro che recitano una parte con gli altri e con se stessi, che mostrano qualcosa che non sono e non hanno.

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  2. Non son brava...ad interpretare.
    Però i "libri rilegati" e il "tavolo dall'aspetto vissuto" poteva sognarli solo il Pier...

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    1. temo sia colpa del cofanetto dvd di Potter ...

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  3. Recitare una parte tutta nostra? Vivere una dimensione astratta? Parzialmente semmai.. perché poi c'è tua moglie nel letto, la rata di mutuo sul conto, la Yaris in garage, Procida invece delle Maldive.. ma chissà che non sia sogno anche quello...

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    1. uhm temo che sia una cosa più introspettiva .. mi viene in mente in merito la biografia della Merini, e quella parte in cui spiega i suoi pensieri sulla poesia mentre era ricoverata

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  4. c'è anche chi dice (da sveglio) che siamo in un truman show perpetuo.
    in tutti i casi a prescindere da chi ne è artefice, provassimo a farla meno orrida sarebbe una idea molto apprezzata!

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    1. un mondo Matrix ... potrei crederci se me lo dimostrano, diversamente è come credere agli dei dell'Olimpo. In ogni caso Teti se trovi il modo di avanzare di livello nel gioco sei pregata di dirmelo ;)

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