dimanche 20 mars 2016

Vita, opere e misfatti ai tempi dei social network

Credo di aver scoperto il sottile brivido che si prova quando si usano i social come vetrina dei propri sentimenti. Solitamente non lo faccio, quindi è una cosa che ho scoperto per caso, l'altro giorno, mentre ero distratto da altre questioni, mentre annaspavo alla ricerca dei miei veri sentimenti per trovarne uno degno di essere considerato tale. Non avendone di genuini avrei potuto astenermi (cosa buona e giusta) ma ero così determinato a fare qualcosa di avventato che ho risolto di condividere sulla mia bacheca di FB una foto di Willy, seguita da un patetico in loving memory! È stato esporre qualcosa di poco convinto, la tentazione è stata forte proprio perchè era un pensiero inconsistente, ma postato sul social prende una fondatezza maggiore, quasi si autolegittima. La malia dei social mi sono detto, quanta ipocrisia potrò ragionevolmente raggiungere? Me lo chiedevo mentre arrivavano i primi like sulla cortina di fumo che avevo creato e su cui stavo proiettando qualcosa, un feticcio, un'immagine di comodo. Ho la netta impressione di essere passato nel lato oscuro, come aver messo una maschera, e se prima pensavo che sarebbe stata scoperta, si sarebbe vista, ora che la indosso mi accorgo che la vedo solo io, e una volta messa in pace la mia coscienza troppo sensibile, non mi sarà richiesto altro tributo. Inebriante!

2 commentaires:

  1. fuori tema (dato che non saprei come commentare):
    Occorre sbarazzarsi del cattivo gusto di voler andare d'accordo con tutti. Le cose grandi ai grandi, gli abissi ai profondi, le finezze ai sottili e le rarità ai rari.
    Friedrich Nietzsche

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    1. saggio, e qualcuno potrebbe anche aggiungere, citando Pascal: L'uomo non è né angelo né bestia, e disgrazia vuole che chi vuol fare l'angelo fa la bestia
      :D

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