dimanche 6 mars 2016

Hashtag # posta, zerozerosette, stranieri, kalergi, complotto, vodkamartini

Qualche tempo fa ero alla posta, e mi sono reso conto di come sia diventato difficile confrontarsi con gli stranieri, anche solo per interagire sul semplice; innanzitutto perché molti di loro di italiano capiscono tre parole su dieci, così per far passare anche il concetto più elementare, glielo devi ripetere almeno un paio di volte, gesticolare come un mimo e ricorrere al linguaggio basico con cui si comunica ai bambini di 5 anni; figurarsi spiegargli come si compila un vaglia postale o un modulo di raccomandata, o fargli capire la procedura per l'invio di un pacco. In seconda battuta c'è la nostra burocrazia, che è un trabocchetto per chi vive in Italia da sempre, figurarsi per uno che è arrivato ieri; a questo bisogna aggiungere una vaga svogliatezza dell'impiegato di turno e la confusione di cartelli, avvisi, moduli che regna sovrana in ogni ufficio postale. Un mix letale. Mi è anche venuto il sospetto che gli uffici postali esteri siano meno complicati dei nostri, sospetto che temo attendibile. Ad aggravare tutto questo c'è poi una questione fondamentale, ovvero che la stragrande maggioranza degli stranieri che ci sono in Italia non brilla per intelligenza, (anche molti italiani ma questo è un altro discorso) magari non è colpa loro, ma dell'istruzione ricevuta nei paesi d'origine; e penso la poca voglia di adeguarsi a norme che non comprendono, che risultano illogiche, spesso nemiche della ragione. Personalmente mi sono reso conto che, non appena avverto una norma come illogica, il mio primo pensiero è: come posso fare per aggirarla-eluderla-infrangerla ?? Per completare il quadro bisogna aggiungere che anche la maggioranza degli impiegati postali non brilla per intelligenza, soffocati come sono da una dirigenza che li obbliga alla compilazione di moduli ridondanti, ma questo è un altro discorso ancora. Tutto questo messo assieme fa chiaramente sclerare sia addetti agli sportelli che clienti, soprattutto quelli in attesa, perché è come fare la fila alla Asl allo sportello 'down only'. In uno Stato normale, senza andare troppo lontano, in Spagna, o in Germania, la pubblica amministrazione organizza dei corsi di lingua per stranieri, gratuiti, in cui vengono spiegate anche le consuetudini, usi e tradizioni del paese ospitante; al termine del corso viene fatto un esame e rilasciato un attestato, utile per l'iscrizione al collocamento, o per altre faccende. Qui in Italia non credo ci sia una cosa del genere, almeno non a livello di direttiva nazionale. Quindi gli stranieri devono arrangiarsi come possono, con i disagi del caso, per loro e per noi. Ma il tutto viene assunto come se lo straniero in disagio sia un problema per se stesso, e non per l'intera comunità, con un'ottica miope, dove qualcuno pensa: se si trova male non rimane, se ne va via. Che invece è la cosa che fanno gli italiani intelligenti, emigrano.In presenza di queste situazioni, il piccolo complottista che è in me, pensa subito ad una congiura internazionale che prende il nome di Piano Kalergi.
Kalergi disse: prendi dei popoli molto diversi tra loro, mescolali per bene, in modo che perdano la loro identità nazionale, culturale e religiosa, e potrai governarli al peggio senza che loro si ribellino, perché si sentiranno sradicati e quindi decoesi, disorientati e sperduti, in difficoltà e disagio, ovvero facili da sottomettere, da spaventare e confondere. Facili da sfruttare. Tutto ciò disse Kalergi, poi pare andò al bar ed ordinò un Vodka Martini, specificando al barista: agitato e non mescolato.

5 commentaires:

  1. la direttiva o la norma c'è anche qui.
    lo so perché nel via vai del centro accoglienza di davagna li vedo che vanno e vengono dai corsi ecc... ma credo sia applicata alla minoranza che transita appunto per quei centri, poi c'è il volontariato come a firenze.
    lo so perché ci va anche mia sorella (a insegnare).
    poi c'è un altro fenomeno che ho riscontrato alle poste.
    un sacco di anziani fuori di testa che vanno a chiacchierare agli sportelli come andassero dal medico o al parco... se ti capita passa dall'ufficio della zecca... sembra un avamposto geriatrico:/

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    1. Si si...confermo.
      Sono proprio i corsi di cui parli tu Pier: come orientarsi con le basi della lingua, ma anche come destreggiarsi fra richieste, domande, mudulistica, trasporti...

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    2. non lo sapevo .. buono a sapersi :) finirà che avremo altri analfabeti funzionali, però extracomunitari

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  2. Non credo che gli stranieri abbiano voglia di applicarsi a comprendere un sistema surreale come il nostro.

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