dimanche 6 décembre 2015

La vera storia di Lady Godiva e di Facebook

C'era una volta un signorotto che prometteva di abbassare le tasse ai cittadini, lo ripeteva ad ogni occasione, ma poi non lo faceva mai; questo accadeva nel 1010 a Coventry, che è in Inghilterra, e non oggi in Italia, come qualche malizioso avrà subito pensato. Il conte Leofric, questo era il suo nome, aveva una bella moglie, che esasperata dalle bugie del marito, gli disse: senti Leo, tu prometti e non mantieni, non mi piace essere la moglie di un cazzaro, cosa devo fare per farti rispettare la parola data?
Lui che era tutto preso a fare donazioni ai monasteri per garantirsi il paradiso, rispose: si si certo, se corri nuda in centro!
Lady Godiva, questo era il nome della moglie, a differenza del marito, era una donna attenta, ma anche bipolare, potenzialmente esibizionista e trasgressiva; così non si fece scappare l'occasione e sentendo aria di sfida disse: ok!
Il giorno seguente Leo la vide uscire di fretta e le disse: ma con quello che spendi di vestiti, dove cazzo vai nuda?
Esco a cavallo, vado al mercato a far spesa, te lo avevo promesso. Ciao ciao. Rispose lei con studiata naturalezza.
Leo passò un brutto quarto d'ora e poi ordinò che tutti i cittadini si chiudessero in casa.
Raggiunse la moglie al mercato e le disse: senti ok, ok, ok ... Io abbasso le tasse, lo prometto solennemente, tolgo l'imu, la tasi e lo jus primae noctis, ma tu rientra in casa prima che ti veda qualcuno.
E così fu che Leo mantenne la promessa, i cittadini di Coventry risparmiarono sulle spese, e da quel giorno Leo fu più attento a dir cose alla moglie quando era sovrappensiero.
Tuttavia nonostante le precauzioni si venne a sapere che un sarto curioso, socchiusa una persiana era riuscito a guardare Lady Godiva con le tette al vento; all'epoca non c'era ancora youporn e bisognava arrangiarsi. Questo fece infuriare Leo, che andò dal sarto e disse: tu hai disobbedito alla mia ordinanza, finirai sul patibolo! Ma il sarto rispose perentorio: se non vuoi che nessuno veda tua moglie nuda tientela in casa. Leo a malincuore ne convenne, ed in questo modo il furbo Peeping Tom evitò il patibolo e passò alla storia come il primo a rimanere cieco per quella faccenda del pasticciarsi troppo guardando le donne nude.
Questa storiella mi ha fatto ricordare la notizia in cui il buon Marc Zuckerberg annuncia ai suoi utenti che ogni foto, video, ed altra minchiata caricata come pubblica sul suo social, è sua! e ci può fare quello che vuole; compreso usarla per rivendersela e magari farci un botto di soldi. Se avete visto The social network, capirete che Marc non si fa certo scrupoli a sfruttare le idee degli altri, soprattutto se gli altri, usano un suo portale; e siccome stavolta non vuole sorprese, nelle condizioni di uso del suo sito, ripeto SUO, lo dice espressamente, ma c'è di più …

  1. Quando l'utente pubblica contenuti o informazioni usando l'impostazione "Pubblica", concede a tutti, anche alle persone che non sono iscritte a Facebook, di accedere e usare tali informazioni e di associarle al suo profilo (ovvero al suo nome e alla sua immagine del profilo).

Questo ha sollevato lo sdegno e le proteste di moltissimi, che hanno scomodato privacy, diritti d'autore e copyright, l'opera d'ingegno ed un mare di altre favole per tutelare le loro elucubrazioni social. Sono saltati sulla sedia, soprattutto i fotografi della domenica che ad ogni scatto provano il brivido della svolta; i novelli Doisneau, provano un brivido lungo la schiena ad ogni like, e pure i romanzieri del sabato mattina che auspicano di salire agli onori dell'editoria informatica, ma anche i video maker che vorrebbero assurgere alla gloria et alla pecunia, magari aprendo online confezioni di giocattoli come il bimbetto americano che su youtube sta macinando visualizzazioni a strafottere.

A tutte queste persone mi sentirei di consigliare ciò che disse il sarto al caro conte Leofric: se non volete lesi i vostri 'diritti' tenetevi in casa i vostri scatti, scritti, pensieri, video, oppure pubblicateli alla vecchia maniera, alzate il culo dalla sedia e cercatevi una casa editrice-discografica-giornalistica, fate una mostra di foto in parrocchia, pagate e depositate il copyright, postate il video sul vostro sito. Se Zuckerberg si è inventato un sito fighissimo che in dieci anni ha fatto il botto nel web, e che recentemente vanta un miliardo di utenti connessi contemporaneamente, (e se non è globalizzazione questa) è comunque suo, ripeto SUO, e ve lo mette a disposizione gratis (si fa per dire) per le vostre puttanate; vorrete mica che non detti lui le regole di ciò che è SUO? Non volete perdere i diritti? Non postate. Il mondo probabilmente non se ne accorgerà nemmeno, o magari ve ne sarà anche grato.

4 commentaires:

  1. bella questa idea di reinterpretare liberamente le storie degli altri sul blog (mi riferisco alla prima parte del post, sul resto evito di esprimermi tanto lo sanno tutti che detesto fb a prescindere)

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    1. questa di Lady Godiva ha ispirato fior di pittori, soprattutto in epoca romantica ... su FB lo immaginavo e mi chiedo se la gente abbia davvero capito l'uso del portale o non lo scambi per un forum o un sito per diventare celebri

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  2. Mi era sfuggita la notizia.
    Ma mi sfugge ancor di più il senso di questo collettivo sdegnarsi...

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    1. anche io non vedo molto il motivo di agitarsi tanto, ma poi sono sollevazioni tanto per, che lasciano il tempo che trovano e servono a far polemica e quindi altra pubblicità.

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