dimanche 27 décembre 2015

Del selezionare babbei

Anche quest'anno mi sono arrivati i soliti auguri-di-natale-un-tanto-al-chilo; farli è semplice, si scrive una frase generica, o la si copia, (il meglio è riprendere quella dell'anno prima) e la si fa girare a tutta la rubrica. Per capirci è una cosa del tipo: ti auguro tanta felicità per Natale e tanta serenità per il nuovo anno, a te e alla tua famiglia (e la rava e la fava) segue firma.
Ora le cose sono due: se non hai voglia di romperti il cazzo a fare gli auguri di natale, non li fare, e ci esci grosso così, se invece non hai tempo lascia perdere lo stesso, fai un paio di telefonate alla nonna e ciao. Ma ci sono persone a cui piace ingolfare messaggerie e bacheche con angioletti, presepi, alberelli ed altre minchiate natalizie, con la pretesa (e qui arriva l'assurdità) che gli altri ne siano gratificati e ricambino. Una mia collega era fierissima di essere riuscita a fare gli auguri a tutte le sue amiche, a noi colleghi, alle suocere ed a una serie di parenti remoti, mentre faceva la corsa all'ultimo pacchetto regalo nel mercatino sotto l'ufficio. La WonderWoman del 23 dicembre è poi volata a casa a scongelare lasagne e mettere tutto sotto l'albero. Con gli smartphone la questione è rapidissima, perché la connettività incrociata permette di accomunare contatti social, rubrica cell e mailing list varie per poter inviare auguri di, antivigilia, vigilia, natale, santostefano, capodanno, epifania e capodanno cinese. Senza poi parlare di whatsapp e delle sue mirabolanti potenzialità. Quando avverto queste possibilità non so perché ma mi viene la pelle d'oca, spesso anche la nausea, perché gli auguri ricevuti con queste modalità, sono sinceri quanto quelli che mi arrivano dalla segretaria della ditta di ascensori del mio condominio.
La cosa quando viene fatta notare, anche con bei modi, irrita. Non saprei perché, probabilmente perché certe persone si aspettano che quando fanno qualcosa reputata giusta, il pensiero sia SEMPRE gradito, e sono così permalosi da risentirsi anche quando rispondi al loro augurio collettivo con un: cari Alberto, Laura, Mario, Michela, Sara, Ugo, Gennaro, Ilaria, etc, etc, ricambio i vostri sinceri auguri! Perché ci trovano qualcosa di 'offensivo e provocatorio' essere accomunati nella risposta a persone che non conoscono. Io invece dovrei sentirmi gratificato a ricevere un messaggio identico a quello che hanno mandato ad altri che non conosco, e semplicemente far finta di non saperlo.
L'ultima (per adesso) frontiera di questa deriva mentale, sono i messaggi su FB, croce e delizia dei social dipendenti, uno studio antropologico li potrebbe archiviare alla voce: richiesta di conferme per insicuri. La costruzione del messaggio è un mix tra la lagnanza e l'imposizione/ricatto con un retrogusto de 'ti sto mettendo alla prova' che ha davvero il sapore stantio di un'adolescenza complicata e mai conclusa. Ne posto uno trovato sulla bacheca di un amico, uno dei tanti che girano, così per dare l'idea ….

C'erano alcune conoscenze che non hanno risposto alla mia richiesta di amicizia... anche io non ho accettato alcuni... ho eliminato altri nel tempo, a causa della loro arroganza e alcuni commenti inappropriati. Non ho le cifre, ma i fatti! Così ho scelto la migliore soluzione. Sono felice per voi perché siete tra i miei migliori amici ... Ora vedo chi avrà il tempo di leggere questo post fino alla fine. Copia il testo nella tua pagina. Sono curioso di vedere chi si prende cura dell'amicizia che cerco di creare. Grazie per essere parte della mia vita. Copiare e incollare, per favore non 'condividere'. Questo è un piccolo test, solo per vedere chi legge e chi condivide solo senza lettura! ... Se avete letto tutto, selezionare 'mi piace' e poi copiare e incollare nel vostro profilo, così potrò anche mettere un mi piace anche io sui vostri

Sorvolando sulla sintassi, e con buona pace di google traslate … questo è un messaggio che non mi sentirei mai, e dico MAI, di propinare ai miei amici. Mi sono chiesto per quale motivo una persona dovrebbe trovare una cosa del genere condivisibile, obbligando i suoi contatti ad una catena di Sant'Antonio abbastanza inutile, per quale motivo? Non lo so e non nascondo che ho avuto il forte desiderio di cancellare questa persona dalle mie amicizie, ma poi ho risolto che sia peggio canzonarlo quando lo vedo di persona, tuttavia non sono riuscito ad esimermi dal postare un commento a questa tiritera … perché ho sempre il dubbio che FB sviluppi dei modi malsani di rapportarsi con gli amici.
Nel mondo reale (ammesso che abbia capito la differenza) non funziona così. I commenti di risposta li ho trovati altrettanto ipocriti, gente che pur di non condividere, ma volendo risultare diplomatica (ed amica), millantava improvvisi vuoti di memoria su come effettuare un copia incolla, scuse verosimili quanto un attacco di reumi alle dita.
Resta il dubbio di aver trovato un altro modo per selezionare babbei; in questo i social sono utilissimi.

4 commentaires:

  1. in effetti di tutti i modi possibili per sentirsi inclusi in una cerchia, gli auguri sono i meno impegnativi.
    niente novene o patti si sangue...

    RépondreSupprimer
    Réponses
    1. ecco l'appartenenza ... ci stavo ragionando in questi giorni. L'appartenenza che rende legittime un sacco di cose ... da farci un post primaverile

      Supprimer
  2. Risposto a nessun augurio generico, nè tantomeno scritto...mi rifiuto. Che poi, cosa augura a Natale un ateo?

    RépondreSupprimer
    Réponses
    1. anche io mi sono astenuto dal rispondere, ed è la prima volta che lo faccio, che liberazione :)

      Supprimer