dimanche 23 août 2015

Non tutti i mussulmani sono terroristi, ma tutti i terroristi sono musulmani

Diceva così Oriana Fallaci; frase che potrebbe quasi sembrare una battuta caustica alla Ennio Flaiano;
mi sono chiesto cosa direbbe oggi, dopo Palmira, dopo le esecuzioni siriane, dopo Charlie Hebdo, lei che venne accusata di essere razzista quando espresse i suoi ragionevoli dubbi sui figli di Allah, lei che si sentiva come l'inascoltato Gaetano Salvemini che nel 1933 metteva in guardia gli USA dal pericolo tedesco. La questione terrorismo mi preoccupa, soprattutto perché ci sono tutti gli elementi per preoccuparsi ma pare che si faccia a gara per ignorarli. Dopo la morte di Bin Laden, l'impressione che avevo avuto era stata che la faccenda era conclusa. Ciao. Punito il mandante dell'11 settembre la questione era chiusa. Probabilmente lo avevo sperato, e come me molti occidentali. Non era così! i mussulmani, a differenza degli italiani, hanno la memoria lunga, vivono in un eterno medioevo e quindi hanno una cognizione del tempo differente dalla nostra, per loro le crociate sono accadute ieri, al massimo l'altro ieri, se ne ricordano, le invocano quasi le avessero vissute personalmente, quasi avessero visto Goffredo di Buglione arrivare con le sue armate alle porte di Gerusalemme per reclamare il SantoSepolcro. Per loro gli infedeli (cioè noi) sono sempre da decapitare perché invasori, hanno solo cambiato il modo di vestire, ma vanno comunque eliminati sia che abbiano una croce rossa sulla corazza o giacca e cravatta. In compenso loro portano sempre la sottana, che ben rappresenta la fissità della loro cultura e dei diritti feudali (ovviamente medioevo richiamato con forte accezione negativa).
Oggi la presenza dell'Isis nelle nostre città, mica solo in Siria, mica solo in Libano, mica solo in Arabia, ci ricorda che la guerra santa al contrario, è cominciata. E noi, noi occidentali, non siamo preparati a fronteggiarla, non è questione di crisi economica, potenza militare, armi chimiche o nucleari, noi quella guerra santa l'abbiamo già persa, perché la nostra società è perdente, perché ci stiamo sgonfiando, nella corruzione, nel malaffare, nell'appiattimento della cultura, nel livellamento al ribasso della qualità di vita, nella 'laicità' degli stati. Ma non una laicità che sostituisce la religione con una più illuministica morale laica, no! Una laicità che svuota, che toglie per lasciare spazio, una laicità che asseconda, ignora, avvalla e tace, una laicità priva di valori e quindi contaminabile da qualsiasi altro valore, se valore si può chiamare quello di una cultura ferma al medioevo, che impedisce alle donne di uscire di casa, andare a scuola, dal medico, dal parrucchiere; una cultura, se così si può chiamare, che ama il terrore, il sangue, la distruzione, l'annientamento senza ricostruzione. Una cultura oscurantista.
Tuttavia mi chiedo: cosa me ne frega a me, laico a togliere, che sto qui al centro dell'occidente decadente, se una donna di Kabul non può andare dal parrucchiere?
Assolutamente nulla! E se quella donna, che viene infibulata per tradizione e religione, così come un ebreo che viene circonciso per tradizione e religione, se quella donna non può uscire di casa da sola, non può guidare una macchina, leggere un libro, guardare la televisione, comprare una rivista di minchiate per donne, non può andare a partorire in ospedale, e deve stare in casa ad aspettare il marito, cucinare, stirare, pulire e fare figli barbuti e figlie sottomesse ed impure, se questa donna non può fare tutte queste cose, a me frega? Ora si, perché lo stesso pensiero-regime-mullah che le impedisce di fare tutte queste cose, ha la pretesa di farlo anche con le donne occidentali, e magari pretenderà che in quanto uomo io mi faccia crescere la barba ed inizi a girare con il turbante, e che per 5 volte al giorno mi rivolga verso la Mecca a pregare un dio di cui fondamentalmente non conosco nulla, perché sono laico a togliere, sono laico a lasciare spazio. Ma ci rendiamo conto dell'arroganza di questa gente?
Insomma a me, preoccupa che ci sia qualcuno che sotto il nome dell'Isis considera Roma il centro della mela marcia occidentale, e si prenda il disturbo di fare al mio posto, disturbo peraltro non richiesto; e non sto parlando di quattro beduini con una tenda piantata nella sabbia di un'oasi, ma di gente che prende su e te la ritrovi sotto casa con una bomba in mano. Gente che ci odia a prescindere, che imbottisce le bambine di tritolo le copre con il burqa e le spedisce ad esplodere nei mercati o sugli autobus. Questa è gente che ci odia in quanto occidentali, inutile tentare di capirli, giustificarli storicamente o culturalmente, consolarsi che non sono tutti così, non sono tutti così, ma ne basta uno imbottito di tritolo, degli altri che sono solo grassi, non m'importa.
Non c'è molto altro da fare se non difendersi. Ma non siamo capaci di farlo, perché? Perché nell'occidente decadente ci stiamo dentro come i maiali nella porcilaia, e il vuoto laico lo abbiamo riempito con il fango, perché siamo corrotti e corruttibili, perché non crediamo più nella nostra cultura, quella della riforma, quella di Giotto e Michelangelo, quelli che ci credono ancora sono una minoranza osteggiata; e il nostro glorioso passato, non siamo nemmeno capaci di preservarlo, conservarlo e tramandarlo, lo lasciamo sbriciolare dell'incuria, nei mancati restauri, lo mummifichiamo dietro recinzioni eterne, che meglio sarebbe processarlo e prenderlo a cannonate come le statue dei Buddha. Sarebbe più coerente.

Ma non mi piace essere giudicato un nemico dell'Islam solo perché vivo in occidente, ed in qualche modo sconto lo scotto di un passato che mi pare remoto, non mi piace essere condannato perché non mi sono fatto crescere la barba e non ho letto il Corano. Non mi piace questa arroganza e non mi piace chi la tollera, la avvalla, la sottovaluta.

6 commentaires:

  1. premesso che credo poco o niente che le torri le abbia buttate giù bin laden, nè che sia morto, comincio a pensare che tutta sta storia abbia a che fare con questo punto di vista.
    i motivi sono vari, dall'isis style (vestiario, tecnologia, strategie, obiettivi scelti) al fatto che un manipolo di integralisti nulla avrebbero potuto contro 'l'occidente' a meno di trovare interessi comuni.
    insomma un nemico fin troppo facile da identificare e strumentalizzare e il fatto che isis dilaghi e il resto del mondo annaspi è un'ulteriore dimostrazione.
    tanto per dire, qui da noi, per ora, se la sono presa con l'accademia della crusca (vorrei sapere quanti italiani medi sapevano che esistesse) eppure il papa circola come un comune cittadino e il nostro ministro degli interni è angelino, quindi sarebbe fin troppo facile mettere a segno un attacco.
    i musulmani, come ce li dipingono, figurati se hanno paura di violare l'urbe, quindi questo sacro rispetto viene da un'altra parte e per come sono andate le cose, dalla scoperta dell'america in poi, è facile che sia oltre oceano.
    detto questo, ovviamente concordo sulla detestabilità dell'imposizione di una cultura, qualunque essa sia, se poi è così 'scomoda' ancora di più, però rassicurati.
    non ti obbligherebbero a farti crescere la barba, ti farebbero ben di peggio...

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    1. sei una complottista :) in ogni caso se alla Siria ci pensano gli USA anzichè l'Europa vien bene a tutti. Per il resto come dici bene con Angelino agli interni basta un lancio di petali di rose per mandare in vacca il sistema

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  2. Pier, se questi "signori" dell'Isis, questi barbari a prescindere, non avessere l'appoggio e quindi il permesso dei "signori" occidentali, non sarebbero in grado di muovere una paglia, se non per fare il fuoco a casa loro, per il capretto (a proposito, lo mangiano? boh).
    Quindi c'è poco da stupirsi: il marcio è qua, nell'occidente. Un marcio ben congegnato, privo di qualsiasi scrupolo quando si tratta di potere economico e politico. Che poi loro siano restati al medioevo, per molti versi è vero. Per questo sono facilmente soggetti a lavaggi di cervello in nome di un Allah che hanno trasformato a loro piacere come il mandante delle loro "eroiche" azioni.
    Tutto questo è di una drammaticità incredibile. Siamo arrivati al punto di non rittorno.

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    1. Miller anche tu come tetris, voi due mi preoccupate. Cmq non avendo una visione sistemica (cit) resto a vivere il mio occidente decadente con moderate angosce

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  3. "...noi quella guerra santa l'abbiamo già persa, perché la nostra società è perdente, perché ci stiamo sgonfiando, nella corruzione, nel malaffare, nell'appiattimento della cultura, nel livellamento al ribasso della qualità di vita, nella 'laicità' degli stati"
    E dici bene. L'occidente nel nome della globalizzazione e del politically correct, ha rinnegato la propria identità e ora non sa fare fronte comune contro i terroristi per il semplice fatto che c'è una difficoltà di fondo a discernere cose elementari come il bene e il male (semplificando all'osso).
    Che mi preoccupa sono inoltre quelli che nati e cresciuti in occidente, che dalla sera alla mattina in nome di Allah imbracciano il fucile e si arruolano in questi eserciti di invasati. È perché forse va di moda... è l'ultimo trend. È lì che dobbiamo fermarci e riflettere sul vuoto di valori e ideali che le ns società hanno creato in questi anni di appiattimento e banalizzazione di tutto.

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    1. in effetti queste conversioni occidentali sono preoccupanti, bisognerebbe indagarle sociologicamente

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