dimanche 12 juillet 2015

Del prezzo delle mele

" E' così difficile trovare qualcuno con cui parlare di qualcosa che non sia il prezzo delle mele".

Dice così la Lalla, quella del primo piano; lo dice quando vado a trovarla, io l'avverto che resterò poco perché ho da fare, e lei tira sempre a farmi restare oltre la mezz'oretta che mi prefiggo.
La Lalla è una vecchia comunista della prima repubblica, una che ha fatto il '68 e secondo me ha anche bruciato il reggiseno in piazza, ma non fa bello dirlo che all'epoca era donna emancipata, sigaretta e pantaloni come un uomo.. oggi pare normale, al tempo se una donna fumava le davano subito della troia. Quando parliamo di viaggi mi racconta il suo giro nell'Europa dell'est, nell'Unione Sovietica dell'epoca di Peppone & Don Camillo, a Praga negli anni scuri dell'occupazione. Mi mostra le sue foto, che ai miei occhi arrivano da un passato lontanissimo, al pari di quelle seppia dei nonni. Adesso si sente più Pentastellata che Renziana. Ma la sua distinzione della politica odierna non contempla Destra e Sinistra, ma quelli che fanno le cose bene e gli altri.
Posso capirla, perché ai tempi della DC contro il PCI uno sapeva subito chi era il nemico e chi l'amico; e si poteva schierare senza temere trasformismi ... borghesia, operai, sindacato erano riconoscibili, mica come adesso che rubano tutti allo stesso modo (cit.).
A dimostrazione di questo la Lalla ha una serie di teorie maturate sulle righe del Fatto Quotidiano e da qualche confronto con 'vecchi compagni' che frequenta ancora saltuariamente per parlare di Saragat, Nenni, Moro e Lama, nomi che a me dicono poco, ma che lei snocciola con sicurezza e forse anche con nostalgia.
Ma in tutto questo, anche nelle discussioni con i 'compagni' lei si sente isolata, e mi racconta di come sia sconfortante confrontarsi con le sue coetanee, con i vicini e con le persone che incontra al mercato, o nei negozi, con cui appunto, riesce a parlare solo del prezzo delle mele e poco altro. Per capirci è una di quelle donne che se va dal parrucchiere non riesce a prendere in mano una rivista patinata per parlare di gossip. Insomma è una donna che non rientra negli stereotipi assegnati alle donne della sua epoca.
Io su questa cosa non ci avevo mai riflettuto, ed anche il fatto che mi trovo bene a discutere di politica con una ottantenne dovrebbe farmi riflettere su come stanno andando le cose nel magico mondo dei real social.
Devo dire che inizialmente pensavo stesse esagerando, si sa che i vecchi tendono ad estremizzare tutto ed hanno poca pazienza. Ma devo riconoscerle la giustezza dell'analisi politica sul mondo di oggi, ed anche sull'appiattimento culturale che lei avverte in ogni settore. Le persone hanno la testa leggera, non sono interessate a fare discorsi spessi, ne intavolano pochi, lo fanno in modo sommario e molto confuso, è come se fosse scesa una sorta di censura non dichiarata sulla ragionevolezza. La superficialità e la semplificazione imperante probabilmente ci fanno vivere meglio, in un mondo sempre più denso di rovi burocratici, normativi e fiscali, ma tutto questo ha tolto la voglia di migliorarsi. Così si è presto arroganti e pronti a condire ogni interazione con una farcitura di luoghi comuni in cui meteo, calcio e figa, riempiono ogni discorso.

Un disinteresse generale che probabilmente ai tempi della Lalla non c'era, ed è lei a patirlo per confronto diretto, io lo avverto meno, anzi spesso non lo avverto affatto in virtù della mia oramai spiccata misantropia. Ho anche pensato che forse l'ambiente che frequentava lei era più partecipe ai fatti sociali e politici della nazione, ma a sua detta questa anestesia è una condizione generale, ai suoi tempi negli uffici, nei negozi, nei circoli, le persone si confrontavano su molti argomenti, c'era meno calcio e più politica … oggi siamo più egoisti persino nello scambio dei pensieri. Io temo che in tutto questo ci sia una responsabilità precisa degli smartphon, e di tutti quei dispositivi utili a distrarci, confonderci e frastornarci; televisione compresa. Dovrò chiedere alla Lalla cosa pensa delle mie tesi complottistiche.

11 commentaires:

  1. Sicuramente è cambiato qualcosa e non poco. E' da tanto che lo si è notato. Non vi è più reale comunicazione. E l'hai descritto bene tu, senza che io possa aggiungere molto altro. Ormai è un pullulare di frasi sommarie, spezzate, luoghi comuni. Pare che il metodo "twitter" di non superare le (quante?) 30 parole (o così mi pare, non essendovi iscritta non ne ho certezza), sia stato adottato anche nelle comunicazioni reali, vis à vis.
    E forse è anche un inaridimento generale, o un timore di dire qualcosa in più. Non so. So soltanto che è una tristezza desolante. Anche per questo tendo sempre più a dissociarmi. La misantropia? Credo stia dilagando. Anche chi si professa tanto aperto al genere umano, si scopre essere, alla fine, un fantoccino farcito del nuovo modus operandi.
    Bah.
    Si stava meglio quando si stava peggio (cit). Questa ci sta, eccome.

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    1. non so mai, quando sento analizzare il fenomeno social se ci sia davvero da preoccuparsi oppure siano solo paturnie ... c'è di vero che hanno riscontrato nei bambini di ultima generazione una spiccata difficoltà a comunicare tra loro portata dai giochini touch. c'è da dire che la colpa è dei genitori che li posteggiano davanti ai giochini, quindi non saprei bene a chi affidare lo scettro dell'imbecillità

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  2. Condivido quello che scrivi.
    Dopo tanti anni in cui la società ha coltivato solo la ricchezza materiale e incitato tutti su questa strada (dimenticando totalmente il lato umano in tutte le sue sfaccettature), non c’è da meravigliarsi nel trovarsi davanti a certe persone che… dentro sono praticamente vuote di contenuto, e fuori sono attorniate da inutilità.
    Comunque, per fortuna qualcuno di “sano” che vale la pena frequentare c’è… e tutti gli altri si estingueranno da soli, lentamente, come i dinosauri.

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    1. penso che persone 'vuote' come dici tu, ci siano sempre state, forse adesso le si nota maggiormente ... il problema è che prima la stupidità non era un valore.

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  3. allora avrà declamato il motto: '…viva marx, viva lenin, viva mao tze tung'...
    come sono cambiati i tempi... prendi la cina, pensa che shock, cresci con il libretto rosso in mano e ti ritrovi con figlio/a fuerdai...

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    1. americanizzati come succede alle pseudo dive, prendi Parsi Hilton. La cosa dei campi di riabilitazione ha troppo il sapore di qualcosa di passato sovietico, più che i figli dovrebbero metterci i genitori.

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  4. cosa dice Lalla a proposito dell' assassinio di Moro?

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    1. secondo lei lo ha fatto rapire la DC perchè si avvicinava troppo a sinistra. poi la cosa gli è sfuggita di mano ha saputo cose che non doveva sapere e non hanno potuto fare a meno di eliminarlo ...

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  5. per quale motivo di tanto in tanto resetti il blog?

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    1. perchè ....
      se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi.(CIT)

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